18.02.10

Padova, rom e sinti integrati a scuola: il comune risponde all’opposizione

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L’assessore all’Istruzione Piron fornisce i dati: “Gli studenti che attualmente frequentano gli istituti padovani sono 129, mentre lo scorso anno erano 114. I progetti di integrazione sono stabiliti per legge”

PADOVA – L’integrazione e il successo scolastico degli alunni sinti e rom sono possibili: lo dimostrano i dati diffusi oggi dal comune di Padova, in risposta alle recenti polemiche sollevate dall’opposizione – soprattutto leghista – sul costo dei progetti per questa parte di popolazione studente. Secondo i dati, infatti, oltre l’85% degli iscritti sinti e rom ha concluso l’anno scolastico 2008/2009 con l’ammissione alla classe successiva. Se si guarda all’anno precedente, la percentuale di successo era ferma a 74,26%. “L’opposizione deve capire che non si può fare campagna elettorale ogni giorno dell’anno – è il commento dell’assessore comunale all’Istruzione Claudio Piron – e deve chiedersi quanto costerebbe tenere questi bambini in strada, da un punto di vista non solo economico, ma anche sociale e della convivenza”.

Ricordando che i progetti di integrazione di questo tipo sono stabiliti per legge e la loro attuazione non è dunque a discrezione del comune, Piron fornisce alcuni dati sull’entità e il costo dei servizi: le associazioni Opera nomadi e Aizo (associazione italiana zingari oggi) lo scorso anno hanno garantito 3.750 ore di assistenza agli studenti all’interno delle scuole, cui vanno aggiunte altre ore di difficile quantificazione destinate al contatto con le famiglie e con i servizi sociali. La spesa prevista per queste attività è di 85 mila euro, cui ne vanno aggiunti altri 26 mila per i servizi di trasporto dal campo San Lazzaro e 400 di contributo economico alle famiglie.

Complessivamente, gli studenti che attualmente stanno frequentando gli istituti padovani sono 129, mentre lo scorso anno erano 114 e l’anno ancora precedente 101. Secondo quanto sostenuto dal comune, non ci sarebbero sul territorio bambini che non ottemperano all’obbligo scolastico: l’aumento delle presenze sarebbe quindi spiegato con l’aumento di famiglie rom e sinti a Padova. Nel dettaglio, sono 11 i bambini inseriti nella scuola dell’infanzia, 73 in quella primaria, 37 alle medie e 8 in scuole superiori o in centri per la formazione professionale. “L’obiettivo – spiega Lucia Fantini, responsabile del settore Servizi scolastici – è di incrementare le presenze nelle scuole dell’infanzia e soprattutto alle superiori, per poter offrire agli studenti una prospettiva lavorativa migliore”.
E l’assessore Piron conclude: “E’ importante ricordare, in questo quadro, che la maggior parte di questi studenti sono italiani a tutti gli effetti, spesso da generazioni, e che sono stanziali. Ed è fondamentale chiedersi quali alternative ci possono essere a quanto fatto finora secondo l’opposizione: le deportazioni? Le liste? Le impronte digitali? Io non ci sto”. (gig)

04.02.10

Padova: Inaugurato il Progetto Sperimentale autocostruito dai Sinti Veneti

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Padova: "Progetto Sperimentale di Autocostruzione del Comune di Padova co-finanziato sal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali":

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27.10.09

Renata Paolucci: «Lo sgombero? Complica tutto Va sanzionato chi specula»

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Il sondaggio sulla sicurezza pubblicato dal mattino e il caso via Bassette tengono banco. Centro destra e centro sinistra si confrontano su un tema spinoso. Tema caro a Renata Paolucci , dell’Opera nomadi. «Spero proprio che in via Bassette non decidano per lo sgombero – spiega – complicherebbe tutto e non risolverebbe nulla. Piuttosto costringiamo chi affitta terreni privati ai rom di attrezzarli con bagni e quant’altro e non di costruire recinti e basta». A Padova ci sono circa 400 nomadi. In via Longhin i rom harvati sono circa 50. In via Tassinari ci sono 32 sinti. In terreni privati (le microaree private) ci sono altre 30 famiglie di sinti di origine tedesca. I rom serbi sono stati inseriti nelle case. «I numeri dicono che non c’è alcuna emergenza rom a Padova – sottolinea l’assessore Marco Carrai – Dopodiché noi siamo pronti a collaborare con il prefetto». «I rom sono un problema sociale – si inserisce il deputato del Pdl Filippo Ascierto – dove ci sono gli insediamenti aumentano i reati. C’è poco da fare. Sono per l’azzeramento del campo di via Bassette. Per quanto riguarda il sondaggio, mi fa piacere che la gente sia contenta dell’Esercito. Grazie ai militari i reati sono calati del 20 per cento». D’accordo con il questore, invece, Marco Marin consigliere del Pdl. «Non è possibile tollerare un qualcosa di abusivo per chissà quali fini sociali non identificabili – ha detto – Sulla sicurezza è necessario istituire sedi decentrate della polizia municipale e i vigili di quartiere per garantire la tranquillità ai padovani». «Vi stupirò – chiude Stefano Grigoletto – ma sulla faccenda di via Bassette sono d’accordo con il sindaco Zanonato. Sgomberare il campo non servirebbe proprio a nulla».

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Comunicato dell’Opera Nomadi e dell’Aizo di Padova su via Bassette

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Riteniamo doveroso intervenire riguardo l’iniziativa promossa da settori del Partito Democratico cittadino, nelle persone dell’On. Naccarato e del Dott. Micalizzi, di raccolta firme per lo sgombero del terreno di via Bassette, regolarmente locato da un privato ad alcune famiglie rom e sinte.

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EveryOne commenta le politiche del PD

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Il Gruppo EveryOne ha scritto, qualche tempo fa, ai tre candidati e ai loro principali sostenitori, suggerendo di non trascurare le gravi emergenze legate alla crisi della democrazia e della civiltà dei Diritti Umani, per dedicarsi esclusivamente alla campagna elettorale e al gioco delle alleanze trasversali. "Per essere ‘democratico’" dichiarano i co-presidenti del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "il PD deve liberarsi dalle proprie componenti che democratiche non sono e che purtroppo costituiscono la maggioranza degli iscritti al partito che rivestono oggi cariche pubbliche.  Al contrario, invece, tali componenti non solo sono sempre più importanti nella piramide politica del partito, ma vengono regolarmente premiate e in molti casi – vedi Cofferati e Domenici, i sindaci della repressione dei Rom, dei migranti e degli emarginati – esportate nel Parlamento europeo". In merito alle primarie del partito, che si svolgeranno domenica 25 ottobre, i Co-Presidenti commentano: "Franceschini, Bersani o Marino? La risposta, allo stato attuale delle cose, può essere solo una: fa lo stesso, perché questa ‘sinistra’ lo è solo di nome, ma di fatto ha scelto di mantenere ben viva nel proprio tessuto la propria componente razzista, omofoba e xenofoba, messa in triste evidenza a livello locale e dissimulata a livello nazionale. Il PD rimane una mela marcia. Alcuni esempi?" continuano Malini, Pegoraro e Picciau, "La recente iniziativa del PD di Padova, che ha iniziato a raccogliere firme contro i campi Rom, perfettamente rappresentativa delle politiche locali del PD di oggi. O, ancora, le politiche del PD Milano, improntate alla xenofobia più bieca per guadagnarsi qualche voto leghista, del PD Torino che, con alla guida il sindaco Chiamparino, è fautore di un numero impressionante di violazioni dei diritti dei Rom, o del PD pesarese, che con l’ex sindaco Ceriscioli si è reso protagonista di vessazioni e ingiustizie che non hanno precedenti nella vita politica della sinistra italiana e che hanno indotto associazioni umanitarie come la nostra a presentare una denuncia in corte penale internazionale".  "Ci si chiede" prosegue EveryOne, "che differenza vi sia fra il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi – per esempio – e quello ‘democratico’ di Padova Flavio Zanonato, spalleggiato, nell’attuazione di programmi contro le minoranze etniche da altri rappresentanti del PD locale. Ci si chiede, con l’amaro in bocca, quale futuro di civiltà, crescita e innovazione spetti a un Paese come l’Italia, quando la cultura dei diritti umani fondamentali è ormai calpestata da sole parole di circostanza e dall’arrivismo politico dei più".

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Padova: il campo di via Bassette , gli emarginati capri espiatori di Franca Bimbi

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il mattino di Padova – 20 ottobre 2009  

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Il sogno delle microaree

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Nuovi siti per i nomadi, problema sempre più scottante

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Padova, il rione alle prese con una difficile convivenza

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Mortise  in mezzo ai nomadi: bevono, schiamazzano, e pretendono di farsi la doccia al bar

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Padova, adesso tutti cercano di correre ai ripari …….

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Firme contro campo nomadi, Berno (Pd) : "Accoglienza e legalità insieme, nessuna discrepanza con l’azione dell’amministrazione Zanonato"

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Raccolta di firme del Pd a Pd contro il campo nomadi di via Bassette

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Un gruppo di attivisti del Partito democratico di Padova si è posizionato con un banchetto, al centro del mercato settimanale di Mortise, per dare il via alla raccolta di firme per una petizione contro un insediamento di rom.
L’insediamente abusivo è sorto, già da un anno e mezzo, in via Bassette quasi sotto la tangenziale nei pressi dell’Ikea, e negli ultimi tempi sta creando non pochi problemi ai residenti della zona.

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