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Il mio profilo

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Name: Opera Nomadi di Padova - Onlus
Location: Padova
Italia

alcuni dati:

L'Opera Nomadi di Padova si è costituita il 30/11/1989 ed opera nel territorio dal 01/01/1990 è iscritta al Registro Comunale e Provinciale delle Associazioni, nonchè al registro regionale delle ONLUS.
l'Opera Nomadi di Padova fa parte dell'Associazione Nazionale Opera Nomadi con sede a Roma - Ente Morale (DPR 347).
E-mail: operanomadi.padova@tiscali.it

Archivio

Progetti ed interventi dell'Opera Nomadi di Padova:

Scolarizzazione
Inserimento lavorativo
Recupero della licenza media
Curriculum sezione
Gestione aree comunali verso lo smantellamento
SMANTELLAMENTO "CAMPI NOMADI" A PADOVA - LE FASI
In Carcere con i Rom e i Sinti
VIDEO ROM E SINTI A PADOVA

Rom e Sinti - scolarizzazione

Progetto "seguendo Fiere e Sagre..."
Relazione Finale - Scuola Itinerante fra fiere e sagre
RELAZIONE SCUOLA IX° SEMINARIO NAZIONALE
PROTOCOLLO D'INTESA CON IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
PROTOCOLLO D'INTESA CON LA DIREZ.SCOLAST.REGIONALE DEL VENETO
RELAZIONE SCUOLA a.s. 2007/2008 E COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI PADOVA
"Classi Ponte" comunicato dell'Opera Nomadi di Padova

Rom e Sinti - inserimento lavorativo

Padova: Inserimento lavorativo
"Pijats Romanò" i mercati romani dei Rom/Sinti
Roma - Sportello Lavoro
Roma Cisti - raccolta mat. ingombr.
Roma - Progetto Stireria
Padova - Cooperativa Speedy Metal dei Sinti per la raccolta di materiale ferroso
Conf. Nazionale Cooperative

HABITAT

BASTA CAMPI NOMADI
Progetti rom e sinti a Padova: Villaggio per i Sinti - Delocalizzazione da anni
Basta con la logica del campo di concentramento
CONVEGNO EUROPEO SULL'AUTOCOSTRUZIONE
LE FASI DELLO SMANTELLAMENTO CAMPI NOMADI DI PADOVA
Bologna: Sentenza del Tar a favore dei Sinti per un terreno agricolo
Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali - risposta alle critiche della Casa delle Libertà

Progetto Nuovo Insediamento "Il Villaggio della Speranza"

Smantellamento del campo di via Tassianari - Nuovo progetto per i Sinti di Padova
Sinti a Padova: "Villaggio della Speranza" microarea per famiglia allargata
Iniziati i Lavori del Villaggio
Famiglia Cristiana: costruire l'integrazione mattone su mattone
Intervento alla Conferenza Europea del 22/23 gennaio 2008

Interventi Nazionali dell'Opera Nomadi di Padova

Audizione Commissione Parlamentare per l'Infanzia
Protocollo d'Intesa con Ministero Istruzione
VIII° Seminario Nazionale del 6 e 7 dicembre 2005
IV^ conferenza Nazionale su habitat e Lavoro - Padova 19 giugno 2006
Intervento al Convegno Europeo sull'Autocostruzione
Lettera aperta ai Ministri e Istituzioni Regionali e locali
INTERV. ALLA CONF. EUROPEA 22 E 23 gennaio 2008
8 aprile: "romano dives - Giorno del popolo rom"

IX° Seminario Nazionale

Relazione Scuola
Relazione Habitat
Relazione Diritti e Riconoscimento culturale
Relazione Lavoro

Porrajmos: l`Olocausto Dimenticato

Porrajmos
Integrazione dell'art. 2 della legge inerente il "Giorno della Memoria"
Memoria 2007

La nostra Marta

Con immenso dolore annunciamo la scomparsa della nostra amata vice presidente
L'ultimo tratto di strada....
Si poteva fare di più per salvare la nostra Marta
Inchiesta parlamentare
Due medici indagati per Marta
Diventano quattro i medici indagati per Marta
Asilo Nido di Villalvernia intitolato a Marta
Depositata la consulenza del CTU Prof. Tagliaro
Marta Cimento tenuta in barella per ore - riscontrati disservizi al pronto soccorso
una superficiale quanto inopportuna opinione del Dott. Maurizio Chiesa
Il Cugino Medico di Marta risponde al Dott. Chiesa
Anche l'OPera Nomadi risponde al Dott. Chiesa
Il Padre:"Silenzio per rispetto di Marta"
5 gennaio 2008 - 5 gennaio 2009
22 aprile: conlcusa l'inchiesta, sette persone indagate

Regione Veneto

Opera Nomadi contro le nuove proposte di Legge Regionale
Venezia__Saranno_bocciate_e_rispedite le Proposte di Legge sui Rom e Sinti della Lega e di AN

TORINO - Assoc. Terra del Fuoco

a Borgaro si autorecupera

Siti dell'Opera Nomadi

Romano Lil - Opera Nomadi Nazionale
Rom Lavoro - sito dell'Opera Nomadi Lazio
Sito dell'Opera Nomadi Milano
Sito Opera Nomadi Reggio Calabria
Romano lil aggiornato al 31/12/2007
Archivio Romano lil aggiornato al 31/12/2007

Blog Importato : sintiromvicenza

Altri Siti:

Sucar Drom
Mahallà
Rom Sinti @ Politica

Interventi:

Giorgio Bezzecchi - Segretario Nazionale
Intervento agli Stati Generali anno 2000/2001
Breve sintesi sulla storia dei Rom e dei Sinti
Khorakhanè quella canzone tradotta per Fabrizio de Andrè

Bibliografia

Bibliografia

Job & Orienta - Scuola Formazione Lavoro

Job & Orienta

LA LINEA POLITICA NAZIONALE

L'Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salva-guardia della cultura dei Rom/Sinti, da una evoluzione dell’Opera Nomadi di Bolzano nata nel 1963 per volontà di don Bruno Nicolini e di Mirella Karpati. Riconosciuta “Ente Morale” con Decreto Presidenziale nel 1970 l’Opera Nomadi è presente su tutto il territorio nazionale con 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia. L'Ente è un'organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d'intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni. L'Ente per il perseguimento dei suoi scopi sociali assume come metodo la partecipazione diretta dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti a tutti i livelli. L'Ente è aconfessionale, apartitico e non ha fini di lucro: è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
In primo luogo occorre un “patto di riconciliazione nazionale” con la minoranza più discriminata d’Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l’integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ‘Tavolo di lavoro Interministeriale con il Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti’.
Un tavolo di lavoro, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, per conoscere le esigenze verso l’inserimento sociale e la completa autonomia dei Rom/Sinti. Rispetto al resto d'Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo la questione lavoro. Occorre attuare un monitoraggio qualitativo delle presenze, delle esigenze, e delle politiche attuabili nei diversi territori. Un rapporto che deve precisare anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano vivere.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l’inserimento scolastico dei bambini e l'applicazione di una didattica interculturale. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat . Noi chiediamo che i grandi concentramenti di Rom e Sinti vengano superati, sostituendoli con l’assegnazione di case o con le microaree residenziali (anche auto-costruite) a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono “campi-nomadi”. La nostra politica rifiuta i dannosissimi “campi nomadi” che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager. I ‘campi nomadi’ vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio”.
Queste questioni vanno di pari passo per un intervento efficace, a 360 gradi, per favorire l’inserimento sociale di questi gruppi e per imparare a conoscere e conoscersi.

Ultimi Commenti

ale: Hanno dimenticato la situazione del Progetto Città Sottili di Pisa portato ad esempio da tanti anche dall'ex Ministro Ferrero. A Pisa sono circa quaranta le famiglie di Rom che erano state inserite in abitazioni private grazie a questo progetto e che oggi sono soggette a sfratto esecutivo da parte dell'Amministrazione Comunale.
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Ric: Mi piacerebbe che venisse pubblicato il bilancio dell' opera nomadi per vedere quanti soldi pubblici ricevono e quanti sono i compensi che si erogano.
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ale: ZANONATO HA VINTO PER FORTUNA A PADOVA LA GENTE RAGIONA.
ciao
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alessandro: Grazie Carlo per l'augurio. Anche noi gagi dell'Opera Nomadi di Padova stiamo a vedere....Il paragone con Cosenza non mi sembra appropriato poichè in quel quartiere sono 75 le famiglie Rom inserite e di diversi gruppi. Oltre tutto sono stati spesi molti soldi per costruire quel quartiere di case a schiera a tre piani con tanto di garage e taverna che quando piove, vanno sott'acqua. Oltre Cosenza, poi, ricorderei realtà come Pescara o Reggio Calabria dove le famiglie Rom sono state inserite tutte assieme negli stessi stabili creando, anche qui, moltissimi problemi.
A Padova, invece, viene costruita una microarea per 3 famiglie allargate tra l'altro parenti. Sono undici, infatti, i nuclei familiari che occuperanno le abitazioni autocostruite per un totale di 29 persone del gruppo dei Sinti veneti (17 adulti e 12 minori che sono andati e vanno a scuola anche alla materna). Sono famiglie che vogliono migliorare la loro precaria situazione di vita e stanno cercando di dimostrarlo.
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Carlo Berini: Personalmente sono molto interessato a quest'esperienza.
Alcuni dubbi li ho perchè un'esperienza simile è stata fatta a Cosenza e non è andata bene perchè di fatto è stato creato un piccolo ghetto e si sono riproposte le stesse dinamiche del "campo nomadi".
Ma nel caso di Padova ci sono sicuramente delle novità. Il solo fatto che siano gli stessi Sinti a costruirsi la casa, apre di fatto uno spiraglio ad altre sperimentazioni sull'autocostruzione che in altri contesti sono vincenti.
Mi sembra anche che il livello di partecipazione dei Sinti, nella progettazione e in altri aspetti, sia molto più intenso e "vero" di quello avuto a Cosenza.
Vedremo... Oggi auguro con tutto il cuore un in bocca al lupo ai Sinti padovani e all'Opera Nomadi di Padova che con tanto impegno stanno portando avanti questo progetto.
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alessandro: Certo, ci vuole un terreno, chi finanzia e ...via.
Ciao

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george: Massimo Conservo abbraccia Alemanno e si associa con Mo.d.a.v.i. il cui presidente ha militato in organizzazioni di estrema destra quali "Fare Fronte".

A Roma l'Opera Nomadi è lui. In TV l'Opera Nomadi è lui.

Mettetelo in condizione di non nuocere per favore.
Tutti gli amici del popolo Rom conoscono e apprezzano l'impegno pluridecennale di Opera Nomadi. Questo signore vi sta infangando e sta distruggendo quanto fatto nei decenni trascorsi in pochi mesi.
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george: anche io mi voglio autocostruire la casa visto che pago 800 euri di affitto. posso?
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Patton: Ciao, vieni a fare un giro sul mio blog! Il tuo è davvero molto bello, ti aspetto! Luca


http://freerenegade.blogspot.com/
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BORGARO (TO) dopo l'incendio .... si auto-recupera

postato da operanomadipadova [19/09/2007 17:27]

La Storia dell'insediamento

Giovedì 16 novembre 2006 al campo nomadi di Cascina "La Merla", territorio di Borgaro Torinese, è scoppiato un incendio che ha devastato la baraccopoli in legno in cui vivevano quasi duecento cittadini romeni.
L'intervento dei Vigili del Fuoco è stato pressoché inutile. In aiuto dei romeni si sono subito mobilitati la Croce Rossa, che dopo accese polemiche è riuscita a montare una tenda d'accoglienza per una quarantina di persone, e la associazioni Terra del Fuoco e Acmos.
Venerdì 17 novembre si è svolto un incontro tra il Sindaco della città Vincenzo Barrea e rappresentanti del Comune di Torino, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e della Protezione Civile. La soluzione trovata prevedeva l'allestimento, entro la giornata di lunedì 20 novembre, di una tendopoli in una porzione di territorio posizionata fra Borgaro e Torino. La Protezione Civile della Provincia di Torino non è stata messa nelle condizioni di allestire il nuovo campo: il Sindaco Barrea ha infatti negato l'autorizzazione e non si è potuto procedere.
Le Associazioni Acmos e Terra del Fuoco hanno comunicato "la decisione di manifestare la gravità della situazione, attraverso un pacifico presidio nella piazza del Comune di Borgaro Torinese, insieme ai romeni (bambini, donne, anziani) che al momento non hanno nessuna prospettiva di sistemazione. Chiediamo al Sindaco - prosegue il comunicato stampa - di fronteggiare l'emergenza e trovare una soluzione per dare dignità a queste persone".
Anche il Gruppo Abele partecipa all'iniziativa.
"Un incendio che brucia un intero campo nomadi nei pressi di Borgaro - ha detto Luigi Ciotti -, lasciando senza casa quasi duecento persone. La decisione del Comune di dare ai senza tetto una sistemazione provvisoria in vista dell'allestimento di una tendopoli in una zona tra Borgaro e Torino. E ora la decisione di negare l'autorizzazione all'opera". "Aderiamo al presidio pacifico nella piazza del Comune di Borgaro - ha proseguito Ciotti - delle persone romene, tra cui molte donne e bambini, dei cittadini e di alcune associazioni e ci auguriamo che il Sindaco e l'amministrazione trovino al più presto una soluzione al loro dramma".
"Non basta più, oggi, esprimere solidarietà. E' necessario da parte di tutti un profondo senso di corresponsabilità. Crediamo infatti che solo nella corresponsabilità l' "altro", qualunque altro, si veda riconosciuto nella propria dignità. Solo nella corresponsabilità trovi risposte concrete alla sua sofferenza e alla sua fatica".


 

Sabato 9 giugno 2007, come sappiamo, "scadeva" il campo di emergenza freddo gestito dalla Croce Rossa e da Terra del Fuoco all'Isola del Pescatore, a Borgaro Torinese. Per oggi era previsto lo sgombero forzato, con l'intervento dei carabinieri.
Ma nella notte tra il 9 e il 10 gli abitanti del campo si sono "portati avanti con il lavoro" e si sono spostati armi e bagagli, un paio di chilometri più in là, liberando l'area in anticipo.
Terra del Fuoco, Acmos, Unilibera e tanti volontari - borgaresi e non - hanno scelto di schierarsi ancora una volta con loro, facilitando lo spostamento e offrendosi come interlocutori nei confronti delle forze dell'ordine.
Sotto una pioggia torrenziale, tutte le 19 famiglie si sono spostate nell'area della "tangenziale verde", dove ora si trovano, senza acqua né servizi, assistite solo dai nostri volontari e dalla buona volontà delle associazioni borgaresi, in attesa che qualcuno si decida ad occuparsi di loro come persone in difficoltà, invece che come difficoltà da rimuovere, come è stato finora.
Da mesi TdF cerca di coinvolgere le istituzioni nella ricerca di soluzioni strutturali e non emergenziali; abbiamo già un progetto di auto-recupero, auto-costruzione e inserimento lavorativo, che gode dell'interessamento del Ministero della Solidarietà Sociale, della Compagnia di San Paolo, dell'Amiat e del Comune di Settimo Torinese; il Comune di Caselle sta verificando la possibilità di mettere a disposizione un'area temporanea per l'estate, in attesa che il progetto possa partire; altri enti, in testa la Provincia di Torino, hanno dato in questi mesi la loro collaborazione e il loro supporto, anche finanziario.
Nel frattempo però la scadenza si è avvicinata e poi è arrivata, senza che arrivassero risposte, in particolare dal Comune di Borgaro che su questa situazione è direttamente competente. L'amministrazione comunale ha sempre ribadito la propria impossibilità a gestire questo "problema", e davanti alle tante proposte messe sul tavolo ha preferito nicchiare o prendere tempo. E ora che il tempo è scaduto, e che 85 persone rischiavano di essere messe da parte per l'ennesima volta e per l'ennesima volta dimenticate, non abbiamo potuto fare altro che chierarci dalla loro parte: la parte dei più deboli, di chi vive una vita a scadenza fra un'ordinanza e l'altra, senza una voce per chiedere per sé ciò che la nostra Costituzione garantisce a tutti senza distinzione: la dignità di una vita umana.

Mercoledì 30 maggio 2007

a Borgaro si è tenuto il convegno organizzato da Terra del Fuoco con la Provincia di Torino sull'auto-costruzione e auto-recupero. L'idea nasce dalla situazione ancora da risolvere dell'insediamento Rom dell'Isola del Pescatore, che l'11 giugno sarà sgomberato.
Per ragionare della situazione e delle possibili soluzioni, abbiamo organizzato una serie di incontri il 30; con le amministrazioni comunali dell'area, con la Prefettura, e la sera il convegno, con un parterre ricco e variegato: da Massimo Pasquini della segreteria del ministro della Solidarietà Sociale Ferrero, a Donatella Linguiti sottosegretario del ministero dei Diritti e Pari Opportunità; da Eleonora Artesio assessore provinciale a Torino, a Isadora D'Aimmo assessore provinciale a Napoli. Presenti inoltre Vincenzo Barrea sindaco di Borgaro con diversi consiglieri comunali, e i "tecnici" che hanno presentato esperienze già in atto di autocostruzione e autorecupero: Renata Paolucci dell'Opera Nomadi, Alisei, Architettura della Convivenza. Tutti questi ospiti, "moderati" da Michele Curto, hanno presentato una panoramica delle iniziative in atto e in progettazione in Italia: l'abitare solidale, l'inserimento sociale, i rapporti con le istituzioni. Michele ha anche presentato i risultati del lavoro svolto in questi mesi da Terra del Fuoco e dalla CRI a Borgaro: l'accompagnamento scolastico, che ha portato la frequenza dei bambini - specie alle elementari - a livelli paragonabili a quelli dei bambini italiani; il supporto nell'accesso ai servizi e nella regolarizzazione, grazie al quale ora gli adulti hanno codici fiscali e tessere sanitarie; e i servizi dei mediatori e degli operatori, dai corsi di igiene al sostegno per i compiti.
Si è anche discusso delle possibili soluzioni in vista dopo la prossima chiusura del campo. L'amministrazione comunale ha ribadito la propria impossibilità a investire su soluzioni strutturali, anche se vi è stata un'apertura sull'inserimento abitativo di alcune famiglie; gli esponenti di altri enti, pur ribadendo la propria volontà di continuare a spendersi per la soluzione della questione, hanno ricordato le responsabilità delle amministrazioni locali in situazioni di emergenza, perché di questo si tratta: tra una decina di giorni una ventina di famiglie rimarranno senza un tetto, e davvero non vorremmo ritrovarci nella stessa situazione dello scorso novembre, quando - in seguito all'incendio a Cascina La Merla - dovemmo ospitare più di cinquanta persone in casa Acmos, in una totale precarietà.

Si sta lavorando ventre a terra per trovare le vie di uscita da questa impasse: sembra che le possibilità inizino a intravedersi, grazie anche alla disponibilità mostrata da alcune altre amministrazioni comunali, a partire da quella di Settimo Torinese.

Se va tutto bene, l'auto-recupero diventerà una realtà anche in Piemonte.

Sintesi degli interventi

Barrea -Sindaco del Comune di Borgaro (TO) giunta di centro sinistra.

La discussione è stata franca e a volte spigolosa, i Rumeni sono 86 (19 famiglie) e sono protagonisti dell'incendio di novembre. Abbiamo accettato di portare avanti il Progetto di emergenza freddo in collaborazione con la Protezione Civile, Prefettura, Provincia e Associazione Terra del Fuoco, ma il giorno 11 giugno il campo verrà smantellato così come ha fatto il Comune di Torino già ad aprile.

Per noi le prime regole da seguire sono: il rispetto della legalità e il lavoro.

Siamo disposti, come Comune di Borgaro, ad aiutare al massimo 2 o 3 famiglie che sono già presenti nel territorio di Borgaro.

Risorse non ci sono e un comune di 13.000 abitanti come il nostro non ha grandi risorse economiche, l'ideale sarebbe quello di riuscire a distribuire una o due famiglie per comune in un piano di sviluppo di n° 10.000 abitazioni della Regione Piemonte che verrà diviso per i 1.200 comuni del territorio, così si agevola l'integrazione e non si crea emarginazione. Nel 2004 in tutta Italia sono stati costruiti 1500 gli alloggi di edilizia popolare.

Donatella Linguiti sottosegretario Ministero delle Pari Opportunità. Ogni territorio ha delle sue specificità, rom e sinti italiani, rom immigrati.

L'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Unar è l'ufficio istituito a livello governativo al quale denunciare tutti gli atti di discriminazione razziale che vengono perpetrati nel territorio italiano: A livello europeo, l'Italia è stata condannata per la politica adottata nei confronti dei Rom Sinti e Camminanti.

Ci sono delle sperimentazioni in Italia positive e da non sottovalutare. Devono essere note e confermate come buona pratica.

È stata affrontata la questione dei rom e dei sinti come una questione a noi estranea creando i campi nomadi e inducendo situazioni che portano a delinquere e questo incrementa la distanza, l'emarginazione e le discriminazioni. Non trovano lavoro, perché sono nel campo nomadi e non teniamo conto, non conoscendoli, delle attitudini, delle caratteristiche e delle competenze di queste persone. Ci sono molte Cooperative create dai rom e sinti in Italia, sono esempi da seguire.

Non è una questione filosofica, è una questione di responsabilità di qualsiasi amministrazione comunale. Questo sgombero creerà disordine pubblico, da qualche parte dovranno comunque andare e andranno ad aumentare il n° dei campi esistenti o il numero dei residenti dei campi. .

I cittadini sono chi abita nei territori e quindi anche rom rumeni diventano cittadini del comune dove risiedono.

Deve prevale re la cultura del rispetto, concentrare ed emarginare è comunque sempre sinonimo di tensione sociale.

Il patto sulla sicurezza e sul rispetto delle leggi va fatto solo nel momento in cui ci sia un riconoscimento di pari diritti e pari opportunità.

Coop. Alisei: progetti di autocostruzione: di solito sono inserite in percentuale, il 60 % di famiglie italiane e il 40 % di famiglie straniere tutte a basso reddito. Tutti possono costruirsi le loro abitazioni, 400 sono le costruzioni ad oggi realizzate in Italia con lautocostruzione e altri 850 sono i cantieri aperti, nei video che vedremo potremo seguire le varie fasi dell'autocostruzione.

Isidora D'Aimmo assessore politiche immigrazione della provincia di Napoli.

Lo sgombero a Casoria di 400 rom che vivevano sui laghi di diossina ha aperto un problema che siamo riusciti a risolvere ottenendo un percorso alternativo per queste famiglie.

A Napoli i numeri cambiano di giorno in giorno, sono nomadi per forza, per effetto degli sgomberi. Sono nomadi di ritorno perché erano sedentari nel loro paese di origine.

Il tavolo provinciale che abbiamo istituito con la presenza di rom e associazioni lavora nella direzione dello smantellamento delle aree nomadi, abbiamo infatti deciso di non finanziare più i comuni che vogliono continuare a costruire ghetti.

Importantissima è l'autodeterminazione dei rom stessi. Sono 11 le aree nomadi nella provincia di Napoli , più 13 a Giugliano. Nel nostro progetto, al quale abbiamo apportato qualche variazione in base ai suggerimenti delle associazioni presenti, porta vanti le linee guida per la costruzione degli insediamenti rom che vi illustreremo con il video.

Renata Paolucci dell'Opera Nomadi. La nostra Associazione, oltre a promuovere la diffusione e la difesa della cultura e della lingua delle popolazioni Rom e Sinte, si batte per la difesa dei fondamentali diritti di tali gruppi presenti sul territorio nazionale. In anni di attività è emerso in modo sempre più chiaro che le condizioni abitative di queste persone che da nomadi sono ormai divenute stanziali perché hanno perso anche il diritto al nomadismo sono il pre-requisito indispensabile per una effettiva, definitiva e positiva integrazione fra la cultura dominante e la loro.

Il concetto di "tolleranza" che ha ispirato ed ispira ancora oggi le modalità con cui viene affrontato il problema dei Rom e dei Sinti , non è solo sbagliato da un punto di vista umano, ma anche inefficace. Infatti tollerare i campi nomadi significa "individuare" delle zone urbane poco frequentate (solitamente industriali, svincoli autostradali se non aree adiacenti a discariche o inceneritori) dove stipare centinaia e a volte migliaia di persone nascondendo agli occhi dei "cittadini" queste sacche di emarginazione. Questa attitudine alla segregazione provoca danni irreparabili nelle menti di entrambe le parti in gioco e significa identificare in modo definitivo i Rom e i Sinti con il disagio, la povertà e la conseguente emarginazione.

Già da anni i Sinti hanno espresso la necessità di migliorare le proprie condizioni abitative per avere la possibilità di una integrazione reale sociale e concreta. L'Opera Nomadi di Padova, da anni impegnata nella gestione dell'area da sempre portavoce dell'esigenza dei sinti e dei rom ha ideato assieme ai sinti stessi un progetto di costruzione di nuove unita abitative in muratura. Tale progetto rispecchia la linea politica della ns. Associazione rispetto allo smantellamento dei aree nomadi comunali proponendo, in alternativa, la realizzazione di microaree attrezzate per famiglie allargate.

Il progetto del "Villaggio della speranza" prevede la costruzione di n° 11 case in muratura di circa 54 metri quadrati ciascuna con annessa area verde a posto auto coperto, ognuna con il proprio numero civico e le proprie utenze. Il nome del villaggio è stato scelto dagli stessi Sinti e vuole significare le speranze e i desideri legati alla nuova vita futura. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento diretto dei sinti nella costruzione delle proprie abitazioni. L'autocostruzione delle proprie case ha un grande valore simbolico sia per l'impegno che rappresenta sia perché sarà una soluzione al problema della ricerca lavoro.

Tra i mesi di giugno e luglio 2007 le famiglie di Impreuna sono rimaste nel parco della Tangenziale Verde di Borgaro Torinese.
Così ad inizio luglio abbiamo proposto a tutte le famiglie di tornare in Romania per il periodo estivo per recuperare un po' di tranquillità e con l'occasione rimettere in ordine i documenti necessari all'avvio dei nuovi progetti di auto-costruzione e auto-recupero.
Il 20 di luglio sono partiti e grazie alla collaborazione dell'Ufficio Pastorale Migranti e dell'Assessorato alla Politiche Sociali della Provincia abbiamo evitato i classici, e inutili, rimpatri assistiti mettendo in piedi un progetto che ci permettesse di continuare a mantenere i contatti con le famiglie. I nostri mediatori, ad oggi, sono in costante contatto con le famiglie Impreuna, che ricevono un gettone di assistenza mensile per l'estate e sono alle prese con lo studio del codice stradale, data la necessita' di possedere la patente di guida per l'accesso alle borse lavoro qui in Italia.
A metà ottobre 2007 le famiglie che, attraverso il percorso dell'inverno scorso hanno fatto la scelta consapevole e densa di responsabilità dell'auto-recupero, torneranno in Italia per iniziare i lavori di progettazione delle loro case.