BORGARO (TO) dopo l'incendio .... si auto-recupera
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La Storia dell'insediamento Giovedì 16 novembre 2006 al campo nomadi di Cascina "La Merla", territorio di Borgaro Torinese, è scoppiato un incendio che ha devastato la baraccopoli in legno in cui vivevano quasi duecento cittadini romeni.
Sabato 9 giugno 2007, come sappiamo, "scadeva" il campo di emergenza freddo gestito dalla Croce Rossa e da Terra del Fuoco all'Isola del Pescatore, a Borgaro Torinese. Per oggi era previsto lo sgombero forzato, con l'intervento dei carabinieri. Mercoledì 30 maggio 2007 a Borgaro si è tenuto il convegno organizzato da Terra del Fuoco con la Provincia di Torino sull'auto-costruzione e auto-recupero. L'idea nasce dalla situazione ancora da risolvere dell'insediamento Rom dell'Isola del Pescatore, che l'11 giugno sarà sgomberato. Si sta lavorando ventre a terra per trovare le vie di uscita da questa impasse: sembra che le possibilità inizino a intravedersi, grazie anche alla disponibilità mostrata da alcune altre amministrazioni comunali, a partire da quella di Settimo Torinese. Se va tutto bene, l'auto-recupero diventerà una realtà anche in Piemonte.
Sintesi degli interventi Barrea -Sindaco del Comune di Borgaro (TO) giunta di centro sinistra. La discussione è stata franca e a volte spigolosa, i Rumeni sono 86 (19 famiglie) e sono protagonisti dell'incendio di novembre. Abbiamo accettato di portare avanti il Progetto di emergenza freddo in collaborazione con la Protezione Civile, Prefettura, Provincia e Associazione Terra del Fuoco, ma il giorno 11 giugno il campo verrà smantellato così come ha fatto il Comune di Torino già ad aprile. Per noi le prime regole da seguire sono: il rispetto della legalità e il lavoro. Siamo disposti, come Comune di Borgaro, ad aiutare al massimo 2 o 3 famiglie che sono già presenti nel territorio di Borgaro. Risorse non ci sono e un comune di 13.000 abitanti come il nostro non ha grandi risorse economiche, l'ideale sarebbe quello di riuscire a distribuire una o due famiglie per comune in un piano di sviluppo di n° 10.000 abitazioni della Regione Piemonte che verrà diviso per i 1.200 comuni del territorio, così si agevola l'integrazione e non si crea emarginazione. Nel 2004 in tutta Italia sono stati costruiti 1500 gli alloggi di edilizia popolare.
Donatella Linguiti sottosegretario Ministero delle Pari Opportunità. Ogni territorio ha delle sue specificità, rom e sinti italiani, rom immigrati. L'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali - Unar è l'ufficio istituito a livello governativo al quale denunciare tutti gli atti di discriminazione razziale che vengono perpetrati nel territorio italiano: A livello europeo, l'Italia è stata condannata per la politica adottata nei confronti dei Rom Sinti e Camminanti. Ci sono delle sperimentazioni in Italia positive e da non sottovalutare. Devono essere note e confermate come buona pratica. È stata affrontata la questione dei rom e dei sinti come una questione a noi estranea creando i campi nomadi e inducendo situazioni che portano a delinquere e questo incrementa la distanza, l'emarginazione e le discriminazioni. Non trovano lavoro, perché sono nel campo nomadi e non teniamo conto, non conoscendoli, delle attitudini, delle caratteristiche e delle competenze di queste persone. Ci sono molte Cooperative create dai rom e sinti in Italia, sono esempi da seguire. Non è una questione filosofica, è una questione di responsabilità di qualsiasi amministrazione comunale. Questo sgombero creerà disordine pubblico, da qualche parte dovranno comunque andare e andranno ad aumentare il n° dei campi esistenti o il numero dei residenti dei campi. . I cittadini sono chi abita nei territori e quindi anche rom rumeni diventano cittadini del comune dove risiedono. Deve prevale re la cultura del rispetto, concentrare ed emarginare è comunque sempre sinonimo di tensione sociale. Il patto sulla sicurezza e sul rispetto delle leggi va fatto solo nel momento in cui ci sia un riconoscimento di pari diritti e pari opportunità. Coop. Alisei: progetti di autocostruzione: di solito sono inserite in percentuale, il 60 % di famiglie italiane e il 40 % di famiglie straniere tutte a basso reddito. Tutti possono costruirsi le loro abitazioni, 400 sono le costruzioni ad oggi realizzate in Italia con lautocostruzione e altri 850 sono i cantieri aperti, nei video che vedremo potremo seguire le varie fasi dell'autocostruzione. Isidora D'Aimmo assessore politiche immigrazione della provincia di Napoli. Lo sgombero a Casoria di 400 rom che vivevano sui laghi di diossina ha aperto un problema che siamo riusciti a risolvere ottenendo un percorso alternativo per queste famiglie. A Napoli i numeri cambiano di giorno in giorno, sono nomadi per forza, per effetto degli sgomberi. Sono nomadi di ritorno perché erano sedentari nel loro paese di origine. Il tavolo provinciale che abbiamo istituito con la presenza di rom e associazioni lavora nella direzione dello smantellamento delle aree nomadi, abbiamo infatti deciso di non finanziare più i comuni che vogliono continuare a costruire ghetti. Importantissima è l'autodeterminazione dei rom stessi. Sono 11 le aree nomadi nella provincia di Napoli , più 13 a Giugliano. Nel nostro progetto, al quale abbiamo apportato qualche variazione in base ai suggerimenti delle associazioni presenti, porta vanti le linee guida per la costruzione degli insediamenti rom che vi illustreremo con il video. Renata Paolucci dell'Opera Nomadi. La nostra Associazione, oltre a promuovere la diffusione e la difesa della cultura e della lingua delle popolazioni Rom e Sinte, si batte per la difesa dei fondamentali diritti di tali gruppi presenti sul territorio nazionale. In anni di attività è emerso in modo sempre più chiaro che le condizioni abitative di queste persone che da nomadi sono ormai divenute stanziali perché hanno perso anche il diritto al nomadismo sono il pre-requisito indispensabile per una effettiva, definitiva e positiva integrazione fra la cultura dominante e la loro. Il concetto di "tolleranza" che ha ispirato ed ispira ancora oggi le modalità con cui viene affrontato il problema dei Rom e dei Sinti , non è solo sbagliato da un punto di vista umano, ma anche inefficace. Infatti tollerare i campi nomadi significa "individuare" delle zone urbane poco frequentate (solitamente industriali, svincoli autostradali se non aree adiacenti a discariche o inceneritori) dove stipare centinaia e a volte migliaia di persone nascondendo agli occhi dei "cittadini" queste sacche di emarginazione. Questa attitudine alla segregazione provoca danni irreparabili nelle menti di entrambe le parti in gioco e significa identificare in modo definitivo i Rom e i Sinti con il disagio, la povertà e la conseguente emarginazione. Già da anni i Sinti hanno espresso la necessità di migliorare le proprie condizioni abitative per avere la possibilità di una integrazione reale sociale e concreta. L'Opera Nomadi di Padova, da anni impegnata nella gestione dell'area da sempre portavoce dell'esigenza dei sinti e dei rom ha ideato assieme ai sinti stessi un progetto di costruzione di nuove unita abitative in muratura. Tale progetto rispecchia la linea politica della ns. Associazione rispetto allo smantellamento dei aree nomadi comunali proponendo, in alternativa, la realizzazione di microaree attrezzate per famiglie allargate. Il progetto del "Villaggio della speranza" prevede la costruzione di n° 11 case in muratura di circa 54 metri quadrati ciascuna con annessa area verde a posto auto coperto, ognuna con il proprio numero civico e le proprie utenze. Il nome del villaggio è stato scelto dagli stessi Sinti e vuole significare le speranze e i desideri legati alla nuova vita futura. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento diretto dei sinti nella costruzione delle proprie abitazioni. L'autocostruzione delle proprie case ha un grande valore simbolico sia per l'impegno che rappresenta sia perché sarà una soluzione al problema della ricerca lavoro.
Tra i mesi di giugno e luglio 2007 le famiglie di Impreuna sono rimaste nel parco della Tangenziale Verde di Borgaro Torinese. |


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