Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: Opera Nomadi di Padova - Onlus
Location: Padova
Italia

alcuni dati:

L'Opera Nomadi di Padova si è costituita il 30/11/1989 ed opera nel territorio dal 01/01/1990 è iscritta al Registro Comunale e Provinciale delle Associazioni, nonchè al registro regionale delle ONLUS.
l'Opera Nomadi di Padova fa parte dell'Associazione Nazionale Opera Nomadi con sede a Roma - Ente Morale (DPR 347).
E-mail: operanomadi.padova@tiscali.it

Archivio

Progetti ed interventi dell'Opera Nomadi di Padova:

Scolarizzazione
Inserimento lavorativo
Recupero della licenza media
Curriculum sezione
Gestione aree comunali verso lo smantellamento
SMANTELLAMENTO "CAMPI NOMADI" A PADOVA - LE FASI
In Carcere con i Rom e i Sinti
VIDEO ROM E SINTI A PADOVA

Rom e Sinti - scolarizzazione

Progetto "seguendo Fiere e Sagre..."
Relazione Finale - Scuola Itinerante fra fiere e sagre
RELAZIONE SCUOLA IX° SEMINARIO NAZIONALE
PROTOCOLLO D'INTESA CON IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
PROTOCOLLO D'INTESA CON LA DIREZ.SCOLAST.REGIONALE DEL VENETO
RELAZIONE SCUOLA a.s. 2007/2008 E COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI PADOVA
"Classi Ponte" comunicato dell'Opera Nomadi di Padova

Rom e Sinti - inserimento lavorativo

Padova: Inserimento lavorativo
"Pijats Romanò" i mercati romani dei Rom/Sinti
Roma - Sportello Lavoro
Roma Cisti - raccolta mat. ingombr.
Roma - Progetto Stireria
Padova - Cooperativa Speedy Metal dei Sinti per la raccolta di materiale ferroso
Conf. Nazionale Cooperative

HABITAT

BASTA CAMPI NOMADI
Progetti rom e sinti a Padova: Villaggio per i Sinti - Delocalizzazione da anni
Basta con la logica del campo di concentramento
CONVEGNO EUROPEO SULL'AUTOCOSTRUZIONE
LE FASI DELLO SMANTELLAMENTO CAMPI NOMADI DI PADOVA
Bologna: Sentenza del Tar a favore dei Sinti per un terreno agricolo
Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali - risposta alle critiche della Casa delle Libertà

Progetto Nuovo Insediamento "Il Villaggio della Speranza"

Smantellamento del campo di via Tassianari - Nuovo progetto per i Sinti di Padova
Sinti a Padova: "Villaggio della Speranza" microarea per famiglia allargata
Iniziati i Lavori del Villaggio
Famiglia Cristiana: costruire l'integrazione mattone su mattone
Intervento alla Conferenza Europea del 22/23 gennaio 2008

Interventi Nazionali dell'Opera Nomadi di Padova

Audizione Commissione Parlamentare per l'Infanzia
Protocollo d'Intesa con Ministero Istruzione
VIII° Seminario Nazionale del 6 e 7 dicembre 2005
IV^ conferenza Nazionale su habitat e Lavoro - Padova 19 giugno 2006
Intervento al Convegno Europeo sull'Autocostruzione
Lettera aperta ai Ministri e Istituzioni Regionali e locali
INTERV. ALLA CONF. EUROPEA 22 E 23 gennaio 2008
8 aprile: "romano dives - Giorno del popolo rom"

IX° Seminario Nazionale

Relazione Scuola
Relazione Habitat
Relazione Diritti e Riconoscimento culturale
Relazione Lavoro

Porrajmos: l`Olocausto Dimenticato

Porrajmos
Integrazione dell'art. 2 della legge inerente il "Giorno della Memoria"
Memoria 2007

La nostra Marta

Con immenso dolore annunciamo la scomparsa della nostra amata vice presidente
L'ultimo tratto di strada....
Si poteva fare di più per salvare la nostra Marta
Inchiesta parlamentare
Due medici indagati per Marta
Diventano quattro i medici indagati per Marta
Asilo Nido di Villalvernia intitolato a Marta
Depositata la consulenza del CTU Prof. Tagliaro
Marta Cimento tenuta in barella per ore - riscontrati disservizi al pronto soccorso
una superficiale quanto inopportuna opinione del Dott. Maurizio Chiesa
Il Cugino Medico di Marta risponde al Dott. Chiesa
Anche l'OPera Nomadi risponde al Dott. Chiesa
Il Padre:"Silenzio per rispetto di Marta"
5 gennaio 2008 - 5 gennaio 2009
22 aprile: conlcusa l'inchiesta, sette persone indagate

Regione Veneto

Opera Nomadi contro le nuove proposte di Legge Regionale
Venezia__Saranno_bocciate_e_rispedite le Proposte di Legge sui Rom e Sinti della Lega e di AN

TORINO - Assoc. Terra del Fuoco

a Borgaro si autorecupera

Siti dell'Opera Nomadi

Romano Lil - Opera Nomadi Nazionale
Rom Lavoro - sito dell'Opera Nomadi Lazio
Sito dell'Opera Nomadi Milano
Sito Opera Nomadi Reggio Calabria
Romano lil aggiornato al 31/12/2007
Archivio Romano lil aggiornato al 31/12/2007

Blog Importato : sintiromvicenza

Altri Siti:

Sucar Drom
Mahallà
Rom Sinti @ Politica

Interventi:

Giorgio Bezzecchi - Segretario Nazionale
Intervento agli Stati Generali anno 2000/2001
Breve sintesi sulla storia dei Rom e dei Sinti
Khorakhanè quella canzone tradotta per Fabrizio de Andrè

Bibliografia

Bibliografia

Job & Orienta - Scuola Formazione Lavoro

Job & Orienta

LA LINEA POLITICA NAZIONALE

L'Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salva-guardia della cultura dei Rom/Sinti, da una evoluzione dell’Opera Nomadi di Bolzano nata nel 1963 per volontà di don Bruno Nicolini e di Mirella Karpati. Riconosciuta “Ente Morale” con Decreto Presidenziale nel 1970 l’Opera Nomadi è presente su tutto il territorio nazionale con 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia. L'Ente è un'organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d'intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni. L'Ente per il perseguimento dei suoi scopi sociali assume come metodo la partecipazione diretta dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti a tutti i livelli. L'Ente è aconfessionale, apartitico e non ha fini di lucro: è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
In primo luogo occorre un “patto di riconciliazione nazionale” con la minoranza più discriminata d’Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l’integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ‘Tavolo di lavoro Interministeriale con il Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti’.
Un tavolo di lavoro, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, per conoscere le esigenze verso l’inserimento sociale e la completa autonomia dei Rom/Sinti. Rispetto al resto d'Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo la questione lavoro. Occorre attuare un monitoraggio qualitativo delle presenze, delle esigenze, e delle politiche attuabili nei diversi territori. Un rapporto che deve precisare anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano vivere.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l’inserimento scolastico dei bambini e l'applicazione di una didattica interculturale. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat . Noi chiediamo che i grandi concentramenti di Rom e Sinti vengano superati, sostituendoli con l’assegnazione di case o con le microaree residenziali (anche auto-costruite) a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono “campi-nomadi”. La nostra politica rifiuta i dannosissimi “campi nomadi” che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager. I ‘campi nomadi’ vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio”.
Queste questioni vanno di pari passo per un intervento efficace, a 360 gradi, per favorire l’inserimento sociale di questi gruppi e per imparare a conoscere e conoscersi.

Ultimi Commenti

ale: Hanno dimenticato la situazione del Progetto Città Sottili di Pisa portato ad esempio da tanti anche dall'ex Ministro Ferrero. A Pisa sono circa quaranta le famiglie di Rom che erano state inserite in abitazioni private grazie a questo progetto e che oggi sono soggette a sfratto esecutivo da parte dell'Amministrazione Comunale.
vai al post
Ric: Mi piacerebbe che venisse pubblicato il bilancio dell' opera nomadi per vedere quanti soldi pubblici ricevono e quanti sono i compensi che si erogano.
vai al post
ale: ZANONATO HA VINTO PER FORTUNA A PADOVA LA GENTE RAGIONA.
ciao
vai al post
alessandro: Grazie Carlo per l'augurio. Anche noi gagi dell'Opera Nomadi di Padova stiamo a vedere....Il paragone con Cosenza non mi sembra appropriato poichè in quel quartiere sono 75 le famiglie Rom inserite e di diversi gruppi. Oltre tutto sono stati spesi molti soldi per costruire quel quartiere di case a schiera a tre piani con tanto di garage e taverna che quando piove, vanno sott'acqua. Oltre Cosenza, poi, ricorderei realtà come Pescara o Reggio Calabria dove le famiglie Rom sono state inserite tutte assieme negli stessi stabili creando, anche qui, moltissimi problemi.
A Padova, invece, viene costruita una microarea per 3 famiglie allargate tra l'altro parenti. Sono undici, infatti, i nuclei familiari che occuperanno le abitazioni autocostruite per un totale di 29 persone del gruppo dei Sinti veneti (17 adulti e 12 minori che sono andati e vanno a scuola anche alla materna). Sono famiglie che vogliono migliorare la loro precaria situazione di vita e stanno cercando di dimostrarlo.
vai al post
Carlo Berini: Personalmente sono molto interessato a quest'esperienza.
Alcuni dubbi li ho perchè un'esperienza simile è stata fatta a Cosenza e non è andata bene perchè di fatto è stato creato un piccolo ghetto e si sono riproposte le stesse dinamiche del "campo nomadi".
Ma nel caso di Padova ci sono sicuramente delle novità. Il solo fatto che siano gli stessi Sinti a costruirsi la casa, apre di fatto uno spiraglio ad altre sperimentazioni sull'autocostruzione che in altri contesti sono vincenti.
Mi sembra anche che il livello di partecipazione dei Sinti, nella progettazione e in altri aspetti, sia molto più intenso e "vero" di quello avuto a Cosenza.
Vedremo... Oggi auguro con tutto il cuore un in bocca al lupo ai Sinti padovani e all'Opera Nomadi di Padova che con tanto impegno stanno portando avanti questo progetto.
vai al post
alessandro: Certo, ci vuole un terreno, chi finanzia e ...via.
Ciao

vai al post
george: Massimo Conservo abbraccia Alemanno e si associa con Mo.d.a.v.i. il cui presidente ha militato in organizzazioni di estrema destra quali "Fare Fronte".

A Roma l'Opera Nomadi è lui. In TV l'Opera Nomadi è lui.

Mettetelo in condizione di non nuocere per favore.
Tutti gli amici del popolo Rom conoscono e apprezzano l'impegno pluridecennale di Opera Nomadi. Questo signore vi sta infangando e sta distruggendo quanto fatto nei decenni trascorsi in pochi mesi.
vai al post
george: anche io mi voglio autocostruire la casa visto che pago 800 euri di affitto. posso?
vai al post
Patton: Ciao, vieni a fare un giro sul mio blog! Il tuo è davvero molto bello, ti aspetto! Luca


http://freerenegade.blogspot.com/
vai al post
Patton: Ciao, vieni a fare un giro sul mio blog! Il tuo è davvero molto bello, ti aspetto! Luca


http://freerenegade.blogspot.com/
vai al post

Contattami

Home blog

Ricerca per tags

Dal Mattino di Padova una superficiale quanto inopportuna opinione del Presidente della SIMEU

postato da operanomadipadova [13/01/2009 14:29]
 Il caso Cimento non è malasanità

il mattino di Padova - 10 gennaio 2009   pagina 01   sezione: PRIMA

Nei Pronto Soccorso ci sono 30 milioni di accessi all'anno. Vanno distinti eventuali casi di malasanità da stati clinici complessi con evoluzioni inaspettate, come per Marta Cimento, un anno fa a Padova

La malasanità e il caso di Marta Cimento

il mattino di Padova - 10 gennaio 2009   pagina 16   sezione: ALTRE

Come presidente della sezione Veneto e Trentino Alto Adige della Società italiana medicina d'emergenza e urgenza mi corre l'obbligo di fare alcune considerazioni in merito alle notizie che frequentemente vengono pubblicate sui quotidiani e riguardanti casi di malasanità nelle strutture di emergenza.  Innanzitutto desidero sottolineare come nelle nostre strutture vi sia un progressivo incremento degli accessi, in parte determinato da una crescente richiesta di salute in parte dal fatto che il Pronto soccorso, aperto 24 ore al giorno, viene spesso chiamato a dare risposte a tutti coloro che accusano problematiche sanitarie ma anche di altro tipo: così si spiegano i circa 30 milioni di accessi all'anno nelle strutture di Pronto soccorso in Italia. Accanto a ciò vi è stata in questi ultimi anni una sostanziale modifica dell'attività espletata nelle nostre strutture nelle quali ora si procede alla stabilizzazione dei malati critici e alla esecuzione di numerosi accertamenti volti ad individuare, od escludere, quadri clinici gravi per poter ricoverare nei reparti più idonei o rinviare a domicilio in condizioni di sicurezza. Per espletare al meglio tale attività che impegna a fondo tutto il personale dell'emergenza, tutti gli operatori si sottopongono ad un programma formativo intenso e un addestramento lungo e faticoso. Ma le gratificazioni per l'attività espletata vengono dalla popolazione che gradisce l'efficienza delle nostre strutture e la professionalità degli operatori. A volte i tempi di gestione non sono quelli che gli utenti desidererebbero ma l'afflusso è tale che si è anche reso necessario introdurre le priorità di gestione al fine di non differire la valutazione e il trattamento dei pazienti più gravi e per coloro che presentano una condizione a rischio. Ci piacerebbe che su tali aspetti si aprisse un pubblico dibattito volto a capire come mai le strutture d'emergenza vengano sempre più impropriamente utilizzate e come fare per ritornare all'utilizzo più corretto del Pronto soccorso, che è quello di gestire le vere situazioni d'emergenza, ed invece le notizie giornalistiche si limitano a riportare, con grande enfasi mediatica, situazioni che hanno visto coinvolto il personale dell'emergenza.  Vorrei a questo proposito che si facessero le opportune distinzioni tra casi di cosiddetta malasanità e situazioni cliniche oggettivamente complesse, difficili da affrontare e che in alcuni casi presentano evoluzioni francamente inaspettate sia per il personale dell'emergenza ma anche per i consulenti che vengono di volta in volta coinvolti. E' questo il caso, a mio modo di vedere, della paziente (la psicologa Marta Cimento) che nel gennaio dell'anno scorso si è recata dell'Azienda ospedaliera di Padova a causa di una febbre che nel breve volgere di alcune ore, inaspettatamente, l'ha condotta al decesso. E' chiaro ed umano che da parte dei famigliari vi sia la richiesta di conoscere come sono andati i fatti e saper se è stato fatto tutto il possibile per curarla. A noi peraltro spetta il compito di dire che nel 2008, in un Paese avanzato e nonostante i notevoli progressi della medicina a volte vi sono quadri clinici francamente complessi, specie nelle fasi iniziali, seguiti talora da evoluzioni drammatiche che non lasciano il tempo di instaurare trattamenti efficaci.  Vorrei anche accennare al fatto che le valutazioni successive ad un evento, effettuate spesso senza il concorso di medici d'emergenza che conoscono esattamente le finalità e le modalità di gestione delle strutture di Pronto soccorso, avvengono alla luce degli accertamenti effettuati successivamente oppure in base alle risultanze di un riscontro autoptico: è persino superfluo precisare che trattasi di una procedura deduttiva ben diversa dalla valutazione clinica basata su sintomi riferiti, visita ed accertamenti non sempre di univoca interpretazione come sanno i vari esperti medico-legali ed anche i magistrati.

Maurizio Chiesa

presidente della sezione Veneto Trentino Alto Adige della Simeu