Il Padre: «Silenzio per rispetto verso Marta»
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il mattino di Padova - 12 gennaio 2009 pagina 11 sezione: CRONACA Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Celestino Cimento, il padre della psicologa Marta Cimento, morta all'ospedale di Padova il 5 gennaio 2008, stroncata da setticemia. Ho letto con stupore la lettera inviatavi dal dottor Maurizio Chiesa, presidente della sezione Veneto, Trentino Alto Adige della Simeu (Società italiana di medicina d'emergenza e urgenza) pubblicata dal mattino il 10 gennaio 2009. Una corretta informazione avrebbe voluto che da parte del giornale venisse precisato, per rispetto non solo dei lettori ma soprattutto di Marta e della sua famiglia, che quella riportata era solo l'opinione del dr. Chiesa e che spetta solo ed esclusivamente alla Magistratura, presso la quale è tuttora in corso un'inchiesta penale, stabilire per quali cause Marta sia deceduta il 5 gennaio 2008 presso il Pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera di Padova e a chi siano attribuibili le eventuali responsabilità. In questo anno ho (abbiamo) tenuto volutamente un comportamento di basso profilo evitando, nonostante le innumerevoli occasioni, di celebrare «processi mediatici» in pendenza di un'inchiesta e ciò per rispetto all'operato della magistratura. Non è pertanto tollerabile che il dr. Chiesa, con la scusa di tutelare la categoria che rappresenta e di cui tutti riconosciamo le difficoltà operative, entri a «gamba tesa» nella tragedia di Marta emettendo, di fatto, una sentenza di assoluzione nei confronti dei medici del Pronto soccorso di Padova dimostrando, peraltro, di non conoscere la vicenda ospedaliera di Marta laddove individua la causa del decesso «in una febbre (sic) che nel breve volgere di alcune ore, inaspettatamente, l'ha condotta al decesso». Inaudito! Il dr. Chiesa, pazienti e si rimetta, come tutti, al giudizio della Magistratura e alle conclusioni dei periti evitando di considerarli alla stregua di soggetti «superflui». Detta da un medico, l'affermazione ha dell'incredibile. Nel corso dell'anno trascorso ho (abbiamo) già sopportato, senza reagire, le aberranti conclusioni cui è pervenuta la Commissione di verifica interna nominata dalla Direzione generale ospedaliera (in sintesi: il giorno 3 era presto per capire, il 5 tardi per intervenire; colpa di Marta, in sostanza, che non si è recata al Pronto soccorso il quattro), che è arrivata al punto di sconfessare i suoi consulenti esterni laddove gli stessi hanno individuato nel comportamento dei vari medici interessati elementi riconducibili alla responsabilità penale ed alla malpratica professionale. E' del tutto evidente che, soprattutto in concomitanza dell'anniversario della morte di Marta, non sentivo la mancanza dell'intervento del dr. Chiesa il quale ha tutto il diritto di difendere la categoria dagli attacchi, spesso ingiustificati, di cui la stessa è fatta oggetto, ma non sicuramente quella di sentenziare su Marta sulla base del nulla. Dottor Celestino Pietro Cimento Villalvernia (Alessandria)
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