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Il mio profilo

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Name: Opera Nomadi di Padova - Onlus
Location: Padova
Italia

alcuni dati:

L'Opera Nomadi di Padova si è costituita il 30/11/1989 ed opera nel territorio dal 01/01/1990 è iscritta al Registro Comunale e Provinciale delle Associazioni, nonchè al registro regionale delle ONLUS.
l'Opera Nomadi di Padova fa parte dell'Associazione Nazionale Opera Nomadi con sede a Roma - Ente Morale (DPR 347).
E-mail: operanomadi.padova@tiscali.it

Archivio

Progetti ed interventi dell'Opera Nomadi di Padova:

Scolarizzazione
Inserimento lavorativo
Recupero della licenza media
Curriculum sezione
Gestione aree comunali verso lo smantellamento
SMANTELLAMENTO "CAMPI NOMADI" A PADOVA - LE FASI
In Carcere con i Rom e i Sinti
VIDEO ROM E SINTI A PADOVA

Rom e Sinti - scolarizzazione

Progetto "seguendo Fiere e Sagre..."
Relazione Finale - Scuola Itinerante fra fiere e sagre
RELAZIONE SCUOLA IX° SEMINARIO NAZIONALE
PROTOCOLLO D'INTESA CON IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE
PROTOCOLLO D'INTESA CON LA DIREZ.SCOLAST.REGIONALE DEL VENETO
RELAZIONE SCUOLA a.s. 2007/2008 E COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI PADOVA
"Classi Ponte" comunicato dell'Opera Nomadi di Padova

Rom e Sinti - inserimento lavorativo

Padova: Inserimento lavorativo
"Pijats Romanò" i mercati romani dei Rom/Sinti
Roma - Sportello Lavoro
Roma Cisti - raccolta mat. ingombr.
Roma - Progetto Stireria
Padova - Cooperativa Speedy Metal dei Sinti per la raccolta di materiale ferroso
Conf. Nazionale Cooperative

HABITAT

BASTA CAMPI NOMADI
Progetti rom e sinti a Padova: Villaggio per i Sinti - Delocalizzazione da anni
Basta con la logica del campo di concentramento
CONVEGNO EUROPEO SULL'AUTOCOSTRUZIONE
LE FASI DELLO SMANTELLAMENTO CAMPI NOMADI DI PADOVA
Bologna: Sentenza del Tar a favore dei Sinti per un terreno agricolo
Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali - risposta alle critiche della Casa delle Libertà

Progetto Nuovo Insediamento "Il Villaggio della Speranza"

Smantellamento del campo di via Tassianari - Nuovo progetto per i Sinti di Padova
Sinti a Padova: "Villaggio della Speranza" microarea per famiglia allargata
Iniziati i Lavori del Villaggio
Famiglia Cristiana: costruire l'integrazione mattone su mattone
Intervento alla Conferenza Europea del 22/23 gennaio 2008

Interventi Nazionali dell'Opera Nomadi di Padova

Audizione Commissione Parlamentare per l'Infanzia
Protocollo d'Intesa con Ministero Istruzione
VIII° Seminario Nazionale del 6 e 7 dicembre 2005
IV^ conferenza Nazionale su habitat e Lavoro - Padova 19 giugno 2006
Intervento al Convegno Europeo sull'Autocostruzione
Lettera aperta ai Ministri e Istituzioni Regionali e locali
INTERV. ALLA CONF. EUROPEA 22 E 23 gennaio 2008
8 aprile: "romano dives - Giorno del popolo rom"

IX° Seminario Nazionale

Relazione Scuola
Relazione Habitat
Relazione Diritti e Riconoscimento culturale
Relazione Lavoro

Porrajmos: l`Olocausto Dimenticato

Porrajmos
Integrazione dell'art. 2 della legge inerente il "Giorno della Memoria"
Memoria 2007

La nostra Marta

Con immenso dolore annunciamo la scomparsa della nostra amata vice presidente
L'ultimo tratto di strada....
Si poteva fare di più per salvare la nostra Marta
Inchiesta parlamentare
Due medici indagati per Marta
Diventano quattro i medici indagati per Marta
Asilo Nido di Villalvernia intitolato a Marta
Depositata la consulenza del CTU Prof. Tagliaro
Marta Cimento tenuta in barella per ore - riscontrati disservizi al pronto soccorso
una superficiale quanto inopportuna opinione del Dott. Maurizio Chiesa
Il Cugino Medico di Marta risponde al Dott. Chiesa
Anche l'OPera Nomadi risponde al Dott. Chiesa
Il Padre:"Silenzio per rispetto di Marta"
5 gennaio 2008 - 5 gennaio 2009
22 aprile: conlcusa l'inchiesta, sette persone indagate

Regione Veneto

Opera Nomadi contro le nuove proposte di Legge Regionale
Venezia__Saranno_bocciate_e_rispedite le Proposte di Legge sui Rom e Sinti della Lega e di AN

TORINO - Assoc. Terra del Fuoco

a Borgaro si autorecupera

Siti dell'Opera Nomadi

Romano Lil - Opera Nomadi Nazionale
Rom Lavoro - sito dell'Opera Nomadi Lazio
Sito dell'Opera Nomadi Milano
Sito Opera Nomadi Reggio Calabria
Romano lil aggiornato al 31/12/2007
Archivio Romano lil aggiornato al 31/12/2007

Blog Importato : sintiromvicenza

Altri Siti:

Sucar Drom
Mahallà
Rom Sinti @ Politica

Interventi:

Giorgio Bezzecchi - Segretario Nazionale
Intervento agli Stati Generali anno 2000/2001
Breve sintesi sulla storia dei Rom e dei Sinti
Khorakhanè quella canzone tradotta per Fabrizio de Andrè

Bibliografia

Bibliografia

Job & Orienta - Scuola Formazione Lavoro

Job & Orienta

LA LINEA POLITICA NAZIONALE

L'Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salva-guardia della cultura dei Rom/Sinti, da una evoluzione dell’Opera Nomadi di Bolzano nata nel 1963 per volontà di don Bruno Nicolini e di Mirella Karpati. Riconosciuta “Ente Morale” con Decreto Presidenziale nel 1970 l’Opera Nomadi è presente su tutto il territorio nazionale con 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia. L'Ente è un'organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d'intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni. L'Ente per il perseguimento dei suoi scopi sociali assume come metodo la partecipazione diretta dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti a tutti i livelli. L'Ente è aconfessionale, apartitico e non ha fini di lucro: è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
In primo luogo occorre un “patto di riconciliazione nazionale” con la minoranza più discriminata d’Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l’integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ‘Tavolo di lavoro Interministeriale con il Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti’.
Un tavolo di lavoro, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, per conoscere le esigenze verso l’inserimento sociale e la completa autonomia dei Rom/Sinti. Rispetto al resto d'Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo la questione lavoro. Occorre attuare un monitoraggio qualitativo delle presenze, delle esigenze, e delle politiche attuabili nei diversi territori. Un rapporto che deve precisare anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano vivere.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l’inserimento scolastico dei bambini e l'applicazione di una didattica interculturale. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat . Noi chiediamo che i grandi concentramenti di Rom e Sinti vengano superati, sostituendoli con l’assegnazione di case o con le microaree residenziali (anche auto-costruite) a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono “campi-nomadi”. La nostra politica rifiuta i dannosissimi “campi nomadi” che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager. I ‘campi nomadi’ vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio”.
Queste questioni vanno di pari passo per un intervento efficace, a 360 gradi, per favorire l’inserimento sociale di questi gruppi e per imparare a conoscere e conoscersi.

Ultimi Commenti

ale: Hanno dimenticato la situazione del Progetto Città Sottili di Pisa portato ad esempio da tanti anche dall'ex Ministro Ferrero. A Pisa sono circa quaranta le famiglie di Rom che erano state inserite in abitazioni private grazie a questo progetto e che oggi sono soggette a sfratto esecutivo da parte dell'Amministrazione Comunale.
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Ric: Mi piacerebbe che venisse pubblicato il bilancio dell' opera nomadi per vedere quanti soldi pubblici ricevono e quanti sono i compensi che si erogano.
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ale: ZANONATO HA VINTO PER FORTUNA A PADOVA LA GENTE RAGIONA.
ciao
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alessandro: Grazie Carlo per l'augurio. Anche noi gagi dell'Opera Nomadi di Padova stiamo a vedere....Il paragone con Cosenza non mi sembra appropriato poichè in quel quartiere sono 75 le famiglie Rom inserite e di diversi gruppi. Oltre tutto sono stati spesi molti soldi per costruire quel quartiere di case a schiera a tre piani con tanto di garage e taverna che quando piove, vanno sott'acqua. Oltre Cosenza, poi, ricorderei realtà come Pescara o Reggio Calabria dove le famiglie Rom sono state inserite tutte assieme negli stessi stabili creando, anche qui, moltissimi problemi.
A Padova, invece, viene costruita una microarea per 3 famiglie allargate tra l'altro parenti. Sono undici, infatti, i nuclei familiari che occuperanno le abitazioni autocostruite per un totale di 29 persone del gruppo dei Sinti veneti (17 adulti e 12 minori che sono andati e vanno a scuola anche alla materna). Sono famiglie che vogliono migliorare la loro precaria situazione di vita e stanno cercando di dimostrarlo.
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Carlo Berini: Personalmente sono molto interessato a quest'esperienza.
Alcuni dubbi li ho perchè un'esperienza simile è stata fatta a Cosenza e non è andata bene perchè di fatto è stato creato un piccolo ghetto e si sono riproposte le stesse dinamiche del "campo nomadi".
Ma nel caso di Padova ci sono sicuramente delle novità. Il solo fatto che siano gli stessi Sinti a costruirsi la casa, apre di fatto uno spiraglio ad altre sperimentazioni sull'autocostruzione che in altri contesti sono vincenti.
Mi sembra anche che il livello di partecipazione dei Sinti, nella progettazione e in altri aspetti, sia molto più intenso e "vero" di quello avuto a Cosenza.
Vedremo... Oggi auguro con tutto il cuore un in bocca al lupo ai Sinti padovani e all'Opera Nomadi di Padova che con tanto impegno stanno portando avanti questo progetto.
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alessandro: Certo, ci vuole un terreno, chi finanzia e ...via.
Ciao

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george: Massimo Conservo abbraccia Alemanno e si associa con Mo.d.a.v.i. il cui presidente ha militato in organizzazioni di estrema destra quali "Fare Fronte".

A Roma l'Opera Nomadi è lui. In TV l'Opera Nomadi è lui.

Mettetelo in condizione di non nuocere per favore.
Tutti gli amici del popolo Rom conoscono e apprezzano l'impegno pluridecennale di Opera Nomadi. Questo signore vi sta infangando e sta distruggendo quanto fatto nei decenni trascorsi in pochi mesi.
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george: anche io mi voglio autocostruire la casa visto che pago 800 euri di affitto. posso?
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Patton: Ciao, vieni a fare un giro sul mio blog! Il tuo è davvero molto bello, ti aspetto! Luca


http://freerenegade.blogspot.com/
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L' 8 aprile "Romano dives - giorno del popolo rom"

postato da operanomadipadova [06/06/2008 19:21]
  Intervento al Ministero dell'Interno

 

L'8 Aprile è Romanò Dives, il Giorno della Nazione Rom. Si vogliono ricordare le persecuzioni passate e presenti, gli sgomberi di ogni giorno, le sofferenze e i pregiudizi che colpiscono i Rom e i Sinti, siano essi stranieri o italiani. La tradizione vuole che ogni famiglia, si incammini, al tramonto, lungo il fiume più vicino alla propria abitazione che rappresenta la via percorsa durante le lunghe migrazioni. Ogni membro della famiglia porgerà al fiume fiori e petali di fiore che rappresentano le anime dei defunti e candele (lumini) che rappresentano la luce che viaggia con loro

L'8 aprile è la data del primo congresso internazionale, nel 1971, quando per la.prima volta si riunì a Londra la Romani Union, riconosciuta poi anche dall'Onu come Associazione Mondiale non Governativa. In questa occasione i rom di tutto il mondo scelsero anche un inno e una bandiera.

L'8 aprile del 2002 aveva una rilevanza particolare, si festeggiava il primo millennio della partenza dei loro antenati dall'India.

Riconciliazione per ridurre i pregiudizi

Ogni progetto di integrazione sociale viene ostacolato, o impedito, dal pregiudizio verso i Rom e i Sinti. Da 600 anni è in atto una guerra verso di loro, fatta di bandi di espulsione, cacce all'uomo, assimilazioni forzate, riduzione in schiavitù, massacri, stermini, che non si è placata col "Porrajmos" (divoramento) durante la II guerra mondiale.  La persecuzione continua.  Secondo i. monitoraggi della Comunità Europea i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale.   Sono vittime di tutti e tre i tipi di razzismo che conosciamo: da esclusione, da assimilazione, da paura.  Tutto ciò ha generato un "trattamento differenziale" ed un processo di "deumanizzazione" di queste popolazioni, oggi i Rom, i Sinti e i Camminanti sono sempre più respinti lungo i confini delle città o dello stato, costringendoli a processi di tipo adattivo come i campi nomadi,  luoghi di segregazione razziale,  di emarginazione, di isolamento.

La politica degli sgomberi e delle espulsioni di massa, largamente praticata in molte zone del paese, come testimoniano le recenti cronache, è un atto di inciviltà politica ed oltretutto illegittimo, in quanto perpetrato ai danni di intere comunità e non di singoli individui e come tale va respinta.

La scelta dei territori e la possibilità di trovare accoglienza, è da sempre il risultato di un complesso rapporto storico e sociale tra la società maggioritaria e le comunità rom/sinte. Una relazione che rivela l'esistenza di rigide barriere di contenimento dei migranti e di normative interne che alzano il livello di discriminazione.  E' necessario mettere in discussione i luoghi comuni interpretativi che riducono la questione Rom a misura degli stereotipi: quelli che individuano nella diversità e nella presenza di comportamenti devianti la causa della mancata accettazione da parte della società maggioritaria, quelli che riconducono la questione ad un problema di inconciliabilità culturale.   Si tratta in sostanza di un lavoro di "decostruzione" del problema, per poi ricostruirlo in modo da renderlo trattabile ed intervenire nella comprensione tra condizione di marginalità ed isolamento, pregiudizio, rifiuto e devianza.  

   Sappiamo tutti che nessuno nasce con il pregiudizio (viene trasmesso da padre in figlio), alla cui base sta soprattutto la mancanza di conoscenza; non si riduce solo col buon senso ma con messaggi istituzionali forti che permettano alla società maggioritaria una conoscenza più approfondita di queste popolazioni e che agevolino quest'ultime nel processo di assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa a cui sono stati abituate troppo spesso e in cui si sono adagiate.  E' necessaria, quindi,  una riconciliazione nazionale che chiuda le ostilità,  che avvii processi e iniziative, che permetta che venga riconosciuta la ricchezza derivante dal dialogo e dallo scambio fra i diversi orizzonti culturali per una ridefinizione degli stessi.

 

Pratiche sociali e proposte per il riconoscimento di minoranza

 

Proviamo di seguito ad indicare alcuni punti a partire dai quali si possa pensare, definire e realizzare una possibile politica propositiva.

Minoranza etnico-linguistica.

Sono ormai numerose le "Raccomandazioni Internazionali" perché l'Italia riconosca lo status di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti per proteggerne la lingua e la cultura.

Fra le tante, alcune più recenti:

-  Il Consiglio d'Europa, il 14 giugno 2006 "raccomanda" all'Italia di sviluppare l'opportunità di riconoscere la minoranza etnico-linguistica dei Rom/Sinti per permettere loro di conservare e sviluppare la loro identità".

-  La commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite, nel rapporto presentato il 13 marzo 2007, "raccomanda" anche: "Il riconoscimento della Comunità di Sinti e di Roma come una minoranza nazionale la cui cultura e lingua debbono essere protette".

Nella legge 482 del 15 dicembre 1999 "norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche", le popolazione rom/sinte non sono state neanche nominate disattendendo norme, principi ed impegni internazionali e in particolare la Carta Europea delle lingue regionali minoritarie in vigore dal 1° marzo 1998 che prevede esplicitamente norme "anche per le lingue sprovviste di territorio come l'yddish e lo zingaro".

E' convinzione dell'Opera Nomadi che oltre al riconoscimento di minoranza etnico-linguistica in Italia, sia necessario che i Rom e i Sinti siano riconosciuti come popolazioni transnazionali Europee.  Il riconoscimento di uno status di minoranza e cittadinanza europea eviterebbe la frattura differenziale tra Rom e Sinti italiani e Rom immigrati.

Sarebbe necessaria una sanatoria per motivi umanitari a favore dei Rom irregolari che da troppi anni ormai sono esclusi dai più elementari diritti. Si tratta di circa 30.000 persone stanziali in Italia anche da 30 anni. Sono in larghissima parte sprovvisti di permesso di soggiorno e destinatari di decreti di espulsione delle nostre Prefetture.

Si chiede al Governo in carica, che si appresta a varare le modifiche alla legge sulla cittadinanza di non eludere dalle previsioni normative la specificità della questione Rom. Si chiede espressamente di regolarizzare tutti i minori rom nati in Italia che per esplicito dettato legislativo (ius sanguinis) non avranno in futuro la possibilità di ottenere un semplice passaporto coi diritti ad esso collegati e di riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i Rom presenti da cinque anni o con figli nati da due anni in Italia (come è previsto nel progetto di legge sulla cittadinanza per immigrati "regolari")  .

Per quanto riguarda il progetto di legge nazionale per i Rom e i Sinti, esprimiamo le ns. perplessità in quanto riteniamo inutile e dannosa una legge specifica.

Habitat.

A prescindere dalle situazioni di emergenza che comportano interventi immediati per risolvere temporaneamente i problemi, si deve mirare al superamento della logica dei "campi nomadi", sacche di emarginazione e veri e propri lager, ricercando soluzioni abitative alternative: inserimento nelle abitazioni, o individuazione di microaree per famiglie allargate (preferibilmente da acquistare) a seconda delle esigenze e delle richieste, utilizzazione della tecnica dell'auto-costruzione o dell'auto-recupero come sta già avvenendo in alcune zone.

Per l'allestimento di microaree è importante una Sanatoria in deroga al Piano Urbanistico Nazionale, D.P.R. 380 del 2001, ratificato in legge nell'estate 2003, che permetta di posizionare roulottes in terreni agricoli di proprietà:  molte, infatti, sono le ordinanze comunali di sgombero e di demolizioni rivolte a quelle famiglie già insediate in questi terreni.   

Proponiamo anche che ogni Comune con l'intervento di mediatori culturali rom, sinti e non, si dichiari disponibile ad accogliere una o più famiglie rom o sinte a seconda del numero degli abitanti presenti nel territorio, evitando così il loro continuo peregrinare, alla ricerca di un posto stabile.

Lavoro:

l'inserimento lavorativo richiede:

  • - facilitazioni come, per esempio, per i lavoratori socialmente utili;
  • - sportelli specifici per l'avviamento al lavoro e la formazione professionale per Rom/Sinti con l'individuazione delle attitudini personali;
  • - l'implementazione di cooperative sociali di tipo B, estendendo la categoria delle persone svantaggiate anche ai Rom/Sinti;
  • - l'Albo comunale per musicisti di strada o da sala;
  • - la tutela e recupero e ammodernamento (con licenze apposite) dei mestieri tradizionali ancora presenti (vedi lo spettacolo viaggiante per i Sinti ed il commercio per i Rom) e l'avviamento verso i nuovi lavori, nello spirito dell'articolo n. 4 della Costituzione Italiana.

Le buone pratiche che si stanno realizzando in alcune parti d'Italia come:  la costituzione di cooperative di lavoro che vanno dalla raccolta di materiale ferrosi, ai mercati gestiti dalle famiglie rom e sinte, al giardinaggio, alle cooperative di donne rom e sinte e l'apertura  di sportelli per l'inserimento lavorativo, dovrebbero essere estese a tutto il territorio nazionale, con l'intervento e l'aiuto delle Istituzioni.  

Scuola:

il Protocollo d'Intesa MIUR - Opera Nomadi, firmato il 22 giugno 2005, per combattere l'evasione e la dispersione scolastica,  per favorire l'inserimento socio-culturale dei Rom e dei Sinti nell'ambiente scolastico che deve essere accogliente prestando attenzione ai bisogni dell'altro, sviluppando atteggiamenti di apertura, ascolto e reciprocità, segna un riconoscimento nazionale di minoranza etnico-linguistica con specifiche differenze ed anche svantaggi sociali che vanno recuperati con appositi progetti.

A partire anche dall'insegnamento della lingua "romanès", occorre estendere l'intercultura alle popolazioni rom e sinte, attuare corsi di recupero per alunni che hanno abbandonato prematuramente la scuola, per l'alfabetizzazione degli adulti, con particolare attenzione all'analfabetismo di ritorno, e corsi di formazione rivolti al personale scolastico.

Indispensabili sono i mediatori culturali rom e sinti con il loro ruolo di collegamento fra scuola,famiglia e  territorio.

Si chiede, quindi, che venga applicato con fondi appositi il Protocollo d'Intesa che è una vera e propria pietra miliare di riconoscimento etnico-culturale dei Rom e dei Sinti.

Salute:

l'alto tasso di natalità s'intreccia con indici preoccupanti di morbilità e mortalità e con una speranza di vita mediamente più bassa di 20-30 anni, se paragonata con il resto della popolazione. Particolarmente colpite sono la popolazione femminile e la prima infanzia, ma non possiamo ignorare l'insorgenza di "patologie da ghetto" nei luoghi di vita, la mancanza di una cultura della prevenzione, l'elevato tasso di alcolismo e tossicodipendenza in generale e le difficoltà di accesso al servizio sanitario nazionale.  In particolare, per quanto riguarda i rom romeni, occorre promuovere di concerto con la SIMM (Società Italiana Medicina per le Migrazioni) un piano nazionale di vaccinazione e di accesso alle cure sanitarie. Anche in questo caso importanti sono i mediatori culturali e sanitari.

 

Il progetto "Porrajmos dimenticato" dell'Opera Nomadi Nazionale, che dal 27 gennaio 2004, è stata conosciuto e divulgato in tutta Italia, è servito e servirà da volano per la conoscenza ed il riconoscimento di queste popolazioni.
Si chiede pertanto che
la  Legge 20 luglio 2000, n. 211  recante l'istituzione della Giornata della Memoria venga modificata e integrata come contenuto nell' iniziativa del disegno di legge dei seguenti Senatori :

Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Gonfalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto, Vano

Con questo disegno di legge è doveroso ricordare e quindi inserire, anche altri gruppi che hanno subito le stesse deportazioni e lo sterminio, vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose: Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili, Testimoni di Geova.

 

Siamo convinti, come già espresso in precedenza,  che le nostre proposte contribuirebbero ad agevolare i Rom e i Sinti nell'assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa degli anni passati e ancora attuale.  Interventi dunque a 360° a favore di una popolazione di circa 150.000 persone che rappresenta lo 0.3 % di quella italiana.

 

Opera Nomadi Nazionale

Per il Consiglio Direttivo Nazionale

prof.ssa Renata Paolucci

segretario nazionale 

resp. nazionale scolarizzazione

pres. Opera Nomadi di Padova