Marta Cimento : sette medici sotto inchiesta
postato da operanomadipadova [23/04/2009 08:27]
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La professionista morì su una barella il 10 gennaio 2008 Per il Pm la morte è da addebitarsi ad una diagnosi errata
PADOVA (22 aprile) Marta Cimento, la giovane psicologa uccisa dalla setticemia su una barella del pronto soccorso la mattina del 5 gennaio 2008, fu visitata da sette medici. Ma la sua malattia fu diagnosticata soltanto dopo la morte. I sette medici adesso sono accusati di cooperazione in omicidio colposo. Il pubblico ministero ha concluso l'inchiesta e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. È molto severa la consulenza del professor Franco Tagliaro, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Verona, esperto incaricato dal pubblico ministero. Il consulente punta il dito su tutti i medici che hanno visitato la ragazza. Ci sarebbero due ordini di responsabilità. Se i sanitari che l'hanno accolta il 3 gennaio avessero diagnosticato l'infezione, la giovane psicologa si sarebbe salvata quasi certamente. Invece, le è stato somministrato del cortisone. I medici che l'hanno accolta il 5 gennaio avevano più possibilità di diagnosticare il male. Insomma, era più evidente. Purtroppo, man mano che passavano le ore, si poteva fare sempre meno per salvare la vita alla ragazza. Gli indagati sono i dottori Adam Mechthilde, Federico Angelini, Maria Bianchini, Andrea Borgo, Giulia Castiglione, Alberto Dall'Antonia e Alberto Lauro. Tutti hanno ricevuto la notifica che le indagini sono concluse. Anche i familiari della psicologa, che sono tutelati dagli avvocati Marina Infantolino e Stefano Bonomo.
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