03.28.06

Rom e Sinti a Padova – Inserimento lavorativo

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Inserimento lavorativo: progetti e prospettive
Intervento a cura della Dott.ssa Marta Cimento

Parlare di lavoro in relazione al mondo delle comunità sinte e rom non è semplice perché il binomio Sinti, Rom e lavoro, genera spesso l?attivazione di pregiudizi e stereotipi negativi fortemente radicati nella nostra società,troppo spesso basati su una mancanza di conoscenza di tali comunità, secondo i quali i Sinti e i Rom non hanno voglia di lavorare, non sanno lavorare, sono pigri e preferiscono rubare per vivere.
Mi piacerebbe ora sfatare se non tutti almeno alcuni di questi pregiudizi, illustrando alcuni progetti realizzati dall? Opera Nomadi di Roma, e parlare della realtà delle comunità sinte e rom di Padova, delle prospettive attuali e future e dei nostri progetti relativamente agli inserimenti lavorativi.
Quello che va detto innanzitutto è che il lavoro rappresenta oggi l?emergenza più forte delle comunità rom e sinte. Non è pensabile realizzare una concreta e reale integrazione di tali comunità nel tessuto sociale senza inserire i suoi membri nel mondo del lavoro.
Il lavoro è un diritto irrinunciabile e necessario non solo perché è certamente una delle dimensioni del vivere che da dignità all?uomo, ma anche perché senza un?occupazione continuativa e giustamente retribuita non è possibile né vivere in modo adeguato e decoroso né inserirsi a pieno titolo nella società.
L?avviamento al lavoro di tali comunità è certamente una condizione irrinunciabile per modificarne in modo reale, significativo e vero le attuali condizioni di vita.
Tale avviamento deve e dovrà passare attraverso un lavoro di rete da stabilirsi tra tutte le realtà ed i soggetti del territorio che si occupano di lavoro, creando sinergie forti ed efficaci.
Entrambe le comunità continuano, purtroppo, a vivere una condizione di quasi totale marginalità ed esclusione dal mondo del lavoro. Spesso, per i Rom e per i Sinti diventa estremamente difficile inserirsi nei circuiti regolari del mercato del lavoro perché vittime di troppi pregiudizi circa le loro competenze e capacità lavorative, circa la loro affidabilità e onestà.
Spesso, come ho avuto modo di verificare personalmente accompagnando alcuni ospiti dell?area nomadi di S.Lazzaro nella ricerca di un?occupazione, quando un datore di lavoro o il responsabile di un?agenzia interinale viene a conoscenza della residenza di queste persone, non le prende realmente in considerazione né da loro la possibilità di mettere alla prova se stessi e le proprie capacità. E? chiaro che questi atteggiamenti di rifiuto a priori sono dovuti ai pregiudizi di cui parlavo poco fa.
Prima di considerare più specificatamente la realtà delle comunità rom e sinte di Padova, vorrei fare un breve riferimento a quelle che sono da sempre le occupazioni tradizionali dei membri di tali comunità e il loro stato attuale.
Per quanto riguarda i Sinti, essi esercitano da sempre il mestiere millenario dello ?spettacolo viaggiante?, sono artisti di strada, esperti nell?arte del teatro delle marionette e dei burattini e del circo. Sono sinti i più grandi e famosi circhi quali Orfei, Togni, Mediano e circa il 70% dei piccoli circhi.
Un?altra attività tradizionale dei Sinti è infatti l?attività di giostrai, attività principale svolta anche dalle comunità sinte che risiedono sul territorio di Padova.
I Sinti sono anche ottimi musicisti, basti citare Django Reinhardt, sinto francese jazzista di fama internazionale e di indiscusso talento, vissuto nella Parigi degli anni ?30.
Altri mestieri tradizionali dei Sinti sono di tipo artigianale: preparazione di sedie e tavolini in vimini; lavorazione di selle per cavalli; commercio di cavalli lavorazioni di scialli e piccolo commercio di oggetti di bigiotteria (per le donne).
Va detto tuttavia, che attualmente l?esercizio di tali mestieri tradizionali è sempre più difficile e che anche per quanto riguarda lo spettacolo viaggiante siamo oggi di fronte ad un lento declino di questa straordinaria attività di utilità sociale che i Sinti Giostrai per primi hanno sviluppato e da cui sono sempre più esclusi.
Interi gruppi di Sinti hanno venduto le loro giostre e si sono dedicati alla produzione artigianale dei ?bonsai?,altri si dedicano alla vendita ambulante di articolini artigianato per la casa, altri al riciclaggio di materiale ferroso.
In riferimento alla realtà dei Sinti giostrai di Padova infatti si rileva una sempre maggiore difficoltà per tali gruppi ad esercitare la propria attività: durante le feste e le sagre di paese gli incassi sempre più ridotti e certamente non sufficienti per le esigenze di vita di un intero anno.
Questo ha fatto si che molti Sinti abbandonassero la loro attività di giostrai e cercassero di inserirsi in circuiti lavorativi ?altri? , purtroppo non senza difficoltà. Molti degli ospiti dell?area nomade comunale di via Tassinari ad esempio, svolgono attività di vario genere dalle pulizie per le donne al facchinaggio per gli uomini, ma troppo spesso tali attività sono sottopagate e precarie.
Per quanto riguarda la comunità Rom, le attività tradizionali sono: lavorazione del rame, allevamento e commercio di cavalli, fabbricazione di scope, pettini, spazzole e attività tessile, attività di artisti e musicisti di strada. Altre occupazioni riguardano la raccolta e il riciclaggio di materiale ferroso. Durante i loro spostamenti i gruppi rom portavano con sé i propri prodotti che vendevano, guadagnandosi da vivere. Oggi alcuni gruppi mantengono ancora vive queste attività come risulta dai progetti che sono stati realizzati dall?Opera Nomadi di Roma, che ora illustrerò brevemente, e che rappresentano certamente un modello positivo e riproducibile di inserimento lavorativo realizzato nel rispetto e nella valorizzazione della cultura rom e del recupero delle reali competenze e professionalità delle persone inserite nei progetti.
Innanzi tutto va citato il progetto di raccolta di rifiuti ingombranti e ferro realizzato con L?AMA di Roma e che ha previsto la formazione di una Cooperativa Sociale di rom chiamata Phralipè- Fraternità. Un altro progetto riguarda i Romanò Pijats (mercati Rom) realizzati periodicamente a Roma, con il patrocinio dei Municipi, e che hanno permesso l?avviamento al lavoro di numerose famiglie Rom/Sinte, favorendo lo sviluppo dell?autoimprenditorialità e della professionalità di queste comunità.
Nei mercati vengono venduti prodotti di ogni genere molti dei quali di tipo artigianale realizzati direttamente dagli espositori: oggetti di rame, bonsai, abbigliamento e bigiotteria varia.
Un altro positivo esempio di inserimento lavorativo rappresenta la manutenzione delle aree verdi e della pulizia ambientale. In questo senso importante è stata l?esperienza sviluppata con L?AMA di Roma per la pulizia accanto ai cassonetti.
Interessante è anche il progetto realizzato valorizzando la tradizionale attività di musicisti/artisti di strada appartenenti alle comunità di Rom rumeni.
Inoltre in tutte le realtà dove l?Opera Nomadi è presente sono numerosi i mediatori culturali Rom e Sinti il cui intervento risulta necessario e fondamentale.
Per migliorare la professionalità di tali mediatori si ritiene assolutamente necessario realizzare corsi di formazione ad hoc, così da ottenere una legittimazione professionale di tale attività.
Altre realtà dove sono nati progetti di inserimenti lavorativo, dai risultati decisamente positivi, sono quelle di Prato e Reggio Calabria.
Per quanto riguarda gli inserimenti lavorativi delle donne l?opera Nomadi di Roma ha dato vita ad una realtà straordinaria quale quella dell? Antica sartoria Rom, laboratorio di sartoria dove vengono prodotti abiti e accessori tutti realizzati con tessuti naturali e su modello degli abiti rom tradizionali, e che hanno riscosso grande consenso ed interesse tanto che sono state realizzate diverse produzioni per stilisti italiani dell?Altra Moda.
Tutti i progetti fino ad ora elencati rappresentano certamente modelli di successo, riproducibili e flessibili che hanno consentito e consentiranno un reale avviamento e inserimento al lavoro delle comunità rom/sinte attraverso il recupero e la rivalutazione delle competenze e professionalità delle due comunità.
In riferimento alla realtà delle aree nomadi comunali di Padova, purtroppo sono ancora troppo pochi gli inserimenti lavorativi realizzati.
Come già detto, alcuni ospiti delle due aree sono attualmente occupati presso cooperative di pulizie. Presso il campo di Tassinari rileviamo la presenza di un mediatore culturale Sinto, rappresentante di tutto il gruppo residente, addetto alla gestione dell?area e al suo monitoraggio e di due donne addette alla pulizia, assunti dall?Opera Nomadi.
Un?analoga realtà è presente nell?Area Nomadi di Lungargine S.Lazzaro: alcuni ospiti svolgono attività presso cooperative di lavoro, due romnì sono mediatrici culturali, addette alla pulizia del campo e referenti per tale area, un rom svolge l?attività di mediatore culturale nell?accompagnamento dei bambini a scuola.
Sono ancora troppe, tuttavia le persone, giovani soprattutto, che non riescono a trovare un?adeguata collocazione nel mondo del lavoro.
Per questo abbiamo ideato un progetto che preveda la realizzazione del maggior numero di inserimenti lavorativi possibili attraverso lo sviluppo di un percorso individualizzato che preveda il completamento del percorso scolastico, se e quando necessario, una formazione lavoro adeguata, in relazione alle esigenze dei singoli e infine l?inserimento lavorativo. Si sta cercando inoltre di dar vita ad una rete sul territorio che sviluppi rapporti privilegiati con e tra i soggetti che si occupano di lavoro in modo da garantire il successo di tale progetto.
AIZO (Associazione Italiana Zingari Oggi)
La presidente dell?AIZO di Padova Dott. ssa Elisa Bertazzo, che lavora a progetti di inserimento scolastico nel comune di Padova dal 1996, sviluppa il suo intervento, oltre la scuola, spiegando che sta seguendo progetti, in collaborazione con altre associazioni, per la formazione-lavoro e per borse-lavoro come alternativa al carcere per Rom/Sinti detenuti. Un aspetto, quello del carcere e delle pene alternative, in cui ancora una volta i Rom/Sinti sono penalizzati.

Riferimenti: Intervento sull’inserimento lavorativo



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