14.02.07

Lettera dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto

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Pubblichiamo la risposta dell’Ufficio Scolastico Regionale all’invito di partecipazione al Seminario Nazionale. La pubblichiamo con il solo scopo di sollecitare anche altre sezioni a seguire l’esempio del Veneto.
Cordialmente
Renata Paolucci

Dal:
Ministero Pubblica Istruzione
Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto

al Presidente Opera Nomadi

al Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale dello Studente

al Direttore Generale

Oggetto: IX° seminario Nazionale Opera Nomadi del 10/11 febbraio 2007- “i Rom/Sinti e le Metropoli”

in relazione allo svolgimento del Seminario Nazionale
in oggetto, questo Ufficio Scolastico Regionale pur
rammaricandosi di non poter partecipare con un proprio
rappresentante per la concomitanza con altri impegni
istituzionali, desidera sottolineare che i buoni
rapporti e le collaborazioni messe in atto con il
Coordinamento Veneto dell’Opera Nomadi stanno portando
alla stipula di un Protocollo d’Intesa che prevede,
tra l’altro, l’attivazione di gruppi privinciali
interistituzionali, l’organizzazione di azioni
formative per il personale della scuola ed il sostegno
ad alcune sperimentazioni condotte a livello locale
.
Formulando con l’occasione i migliori auguri per una
buona riuscita del Seminario, si fa presente che il
Coordinatore Veneto dell’Opera Nomadi, Dott. Domenico
Trovato, potrà riferire a questo Ufficio sugli esiti del Seminario.

Il Dirigente
Gianna Miola

07.02.07

Lettera aperta dell?Opera Nomadi al Ministero della Solidarietà Sociale

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Padova, 27 gennaio 2007 Poiché all’incontro del 25 gennaio presso il Ministero della Solidarietà Sociale, abbiamo preferito far intervenire i Rom/Sinti e poi, non c’era più tempo per effettuare il ns. intervento, riportiamo di seguito alcuni punti che vorremmo focalizzare. Si è parlato di Raccomandazioni, di Carta dei Diritti, di Ratifiche e mancate Ratifiche, di minoranza linguistica o etnico linguistica, di apolidia, di partecipazione, tutte questioni sacrosante e importanti per la tutela dei diritti dei Rom e dei Sinti e che riguardano le legislazione. La nostra Associazione da anni combatte perché tali diritti vengano tutelati e, partendo da Padova, – dove l’Amministrazione Comunale ha sottoscritto formalmente nel luglio 2005 una dichiarazione per lo smantellamento delle aree nomadi comunali ed inserimento delle famiglie nelle abitazioni e nelle microaree a famiglia allargata (come il progetto del Villaggio della Speranza con l’autocostruzione); – dove la frequenza dei bambini a scuola è del 100 % (e tutti riescono ad ottenere la licenza di III^ media), grazie al Progetto di inserimento scolastico e alla continua mediazione scuola-famiglia (come da Protocollo d’Intesa Nazionale sottoscritto dall’Opera Nomadi con il Ministero dell’Istruzione il 22 giugno 2005); – dove sono stati attivati corsi per l’ottenimento della licenza di scuola media anche per chi l’aveva abbandonata nel passato; – dove si fa alfabetizzazione agli adulti, e dove sono state costituite cooperative per la raccolta di materiali ferrosi e vengono effettuati inserimenti nelle cooperative di pulizie; e, passando, per tutta una serie di esperienze positive in tante altre città d’Italia, arrivando a Roma, – dove sono stati istituiti quattro mercati gestiti dalle famiglie Rom, – dove esistono cooperative di lavoro: dalla raccolta del ferro al giardinaggio, alle cooperative di donne Rom, allo sportello di consulenza legale e per l’inserimento lavorativo, ai progetti di scolarizzazione, ecc, possiamo dire, che per noi dell’Opera Nomadi, che lavoriamo quotidianamente all’interno dei “campi nomadi”, nella scuola e alla ricerca di lavoro, la soluzione dei problemi di base che riguardano i Rom e i Sinti dipende esclusivamente dall’assunzione di una forte volontà politica da parte Amministratori locali in questa direzione, quella volontà politica espressa appunto dal Ministero della Solidarietà Sociale nella persona del Ministro Ferrero. Da qui lanciamo, dunque, come risposta al Patto di Legalità di Milano il ns. Patto Sociale tra Amministrazioni Locali (Regioni, Provincie, Comuni) e i Rom e i Sinti per: 1) Il riconoscimento di minoranza etnica e linguistica. 2) Il superamento dei campi nomadi, che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager. 3) ricercare soluzioni per l’inserimento nelle abitazioni per chi ne fa richiesta o individuare microaree per famiglia allargata sempre per chi ne fa richiesta. 4) che ogni comune, con l’intervento di mediatori culturali rom/sinti e non, si dichiari disponibile a provvedere ad accogliere una o più famiglie rom/sinte a seconda del numero di abitanti presenti nel territorio, evitando così il peregrinare continuo di famiglie alla ricerca o di un posto stabile o per svernare. 5) l’attivazione di progetti di inserimento scolastico con l’impiego di mediatori culturali rom/sinti e non, per stabilire un’efficace rapporto scuola/famiglia e favorire l’attuazione di una didattica interculturale. 6) l’attivazione di percorsi di formazione al lavoro e percorsi di inserimento lavorativo, tenendo conto delle esigenze e delle attitudini dei Rom/Sinti presenti nel territorio. Questo patto permette l’assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva da parte de Rom e dei Sinti uscendo dalla logica assistenziale negativa degli anni passati. Interventi dunque a 360 ° a favore di una popolazione di circa 150 mila persone che rappresenta lo 0,3 % della popolazione italiana. Per l’Opera Nomadi Nazionale Renata Paolucci
Riferimenti: l’Opera Nomadi propone un patto sociale