08.06.07

FERRERO: SUPERARE I CAMPI NOMADI

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La domanda che possiamo porci è: come mai un Ministro del Governo comincia a capire la via giusta mentre un Ministro dello stesso governo nonostante gli stessi interventi delle stesse associazioni ed "esperti" continua con le politiche repressive e senza senso? La risposta ci sembra abbastanza logica, la visione e la sensibilità politica e sociale è totalmente diversa all’interno del Governo, soprattutto su questi temi. Dare, quindi, la responsabilità alle stesse Associazioni diventa un fatto assolutamente strumentale. Riportiamo di seguito l’articolo sull’intervento del Ministro Ferrero La situazione di "assoluto degrado" in cui versano i campi nomadi non e’ piu’ "tollerabile, soprattutto in virtù della semplice constatazione che larga parte di coloro che sono chiamati nomadi, in Italia nomadi non sono, ma sono, in realtà, stanziali". Lo ha detto il ministro della solidarieta’ sociale Paolo Ferrero ieri alla Camera rispondendo ad una interrogazione sul tema del deputato Paolo Del Mese (udeur) che chiedeva quali misure il governo intenda adottare, soprattutto a tutela dei minori. Ferrero ha detto che "e’ necessario, quindi, lavorare per il superamento dei campi, al fine dell’inserimento in un tessuto abitativo «normale» dentro il territorio. Segnalo che le politiche sociali rientranti nella mia responsabilità diretta sono delegate ai comuni, alle province ed alle regioni, per cui non c’è possibilità, da parte del Ministero, di intervenire direttamente su queste situazioni, poiché sono comuni, province e regioni che debbono agire". I comuni pero’ possono attingere al Fondo per le politiche sociali, cui sono destinati quest’anno 945 milioni di euro, mentre il Governo precedente ne aveva stanziati 500. Ferrero ha detto che a Napoli questo gia’ accade, mentre pochissimo viene fatto in molti altri comuni e "il Ministero non ha la possibilità di obbligarli ad agire". Il governo ha poi dato vita ad un Fondo di inclusione sociale dei migranti e si sta predisponendo il decreto per la definizione della spesa relativa a tale Fondo (50 milioni di euro) con cui si prevede di realizzare un intervento sui campi nomadi, a partire da un intervento sperimentale, che punta al superamento dei campi e, anche attraverso l’autocostruzione, all’inserimento dei nomadi in un tessuto abitativo «normale», "politica – ha detto il ministro – attuata in altre parti d’Europa e che ha dato buoni frutti dal punto di vista dell’integrazione". Per i minori si stanno anche predisponendo le misure per la lotta alla dispersione scolastica. Infine sul piano europeo, l’Italia si è battuta ed ha ottenuto che si definisse la costituzione di un Fondo per l’integrazione che entrera’ in vigore dal prossimo anno di Mauro W. Giannini
Riferimenti:
Il Ministro Ferrero e le politiche per Rom/Sinti

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02.06.07

Anche a Padova il Patto sulla Sicurezza

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Non potevamo restare in silenzio dopo le ultime esternazioni del Sindaco di Padova Flavio Zanonato e quindi contro questa nuova campagna mediatica su tutti i giornali e le tv locali, abbiamo risposto adeguatamente. Per fortuna, oggi, le asserzioni dei politici locali, hanno assunto un tono più pacato. Infatti, per una questione di “decoro urbano” è impensabile che il Comune di Padova impedisca ai Rom e Sinti di poter sostare a Padova durante le festività del Santo che è venerato moltissimo assieme a Padre Pio e altri. Tutti gli anni abbiamo assistito all’arrivo di roulotte e camper da ogni parte d’Italia e Padova si è sempre dimostrata una città accogliente. Ultimamente il sindaco Zanonato che vede invasioni da parte di spacciatori, prostitute e immigrati si scaglia contro la presenza di Rom e Sinti annunciando “tolleranza zero”, tanto da venire soprannominato lo “sceriffo rosso” e da ottenere il plauso del nuovo sindaco di Verona Tosi e del Consigliere Regionale di Alleanza Nazionale Zanon. Probabilmente sta applicando a livello locale la linea politica nazionale del “Patto sulla Sicurezza” che il Ministro Amato ha lanciato con i sindaci delle maggiori città italiane prima delle elezioni amministrative, e che, come si è visto non è servito ad aumentare i voti, anzi. Generalizzando, il rischio è sempre il solito: si aumentano le tensioni e il razzismo, si vanificano quindi anche tutti gli sforzi che stiamo facendo come associazioni, per aiutare queste persone ad inserirsi nel tessuto sociale a intraprende un percorso finalizzato all’assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa a cui sono state abituate troppo spesso e per agevolare l’incontro tra culture diverse superando stereotipi e pregiudizi. Giovedì, 31 Maggio 2007 dal "il Gazzettino di Padova" L’assessore alla Sicurezza Carrai conferma la linea dura contro le carovane dei nomadi in arrivo in città «Controlli anche agli accattoni» I Vigili pattuglieranno i luoghi sensibili come le chiese e le uscite dei supermercati «Non ci sarà un’ordinanza ma un ordine impartito ai Vigili di maggiori controlli. Questo il comando che partirà dall’assessore alla Polizia Municipale, Carrai, a seguito della decisione della Giunta che ha anticipato il nostro giornale ieri. Continueranno gli interventi puntuali e determinati per allontanare gli zingari, soprattutto rom e sinti , che nelle ultime settimane hanno letteralmente invaso la città. Gli sgomberi da alcune aree cittadine sono già iniziati a Granze di Camin, nel parcheggio situato vicino al cimitero, che era stato trasformato in un vero e proprio accampamento con roulotte, oggetti sparsi, tavoli, sedie e biancheria appesa un po’ ovunque. Numerosi gli esposti dei cittadini finiti sul tavolo del sindaco, ultimo proprio uno dei residenti di Granze di Camin. «La nostra idea è di rafforzare i controlli da qui al 13 giugno – dice l’assessore Carrai – impedendo in particolare alle carovane di nomadi che arriveranno in città, di sostare. Avranno l’intimazione a lasciare il nostro territorio entro 24 ore. Saranno controllati in particolare anche le vicinanze di luoghi come chiese e supermercati per evitare borseggi e furti. Non vogliamo che siano fonte di disturbo per i cittadini. E abbiamo già cominciato a farli andare via». I Vigili Urbani sono intervenuti per allontanare gli zingari dal Lungargine San Lazzaro, da via Tassinari, dall’ex Foro Boario di Corso Australia e dal park di Piazza Rabbin, attiguo a Prato della Valle. I problemi più grossi si registrano appunto nell’area riservata alla sosta dei camion, situata vicino al camposanto di Camin, dove per ben tre volte è stato allestito l’accampamento. Ma non è finita qui. «La nostra attenzione si concentrerà anche sugli accattoni, che da qui in avanti cominceranno ad affollare il centro trovando rifugio per la notte in casolari abbandonati.«L’accattonaggio non è reato, lo è se è molesto per i cittadini. Comunque è una forma di degrado che cercheremo di evitare». A Vicenza un’ordinanza prevede il divieto di accattonaggio nella piazza davanti alla stazione. «Non abbiamo in previsione una simile iniziativa» commenta Carrai. M.G. Giovedì, 31 Maggio 2007 dal "il Gazzettino di Padova" A nove anni ridotti in schiavitù dai genitori Ogni giorno almeno quattro zingarelli vengono sorpresi a rubare o a chiedere l’elemosina sulle strade Ogni giorno almeno quattro zingarelli vengono sorpresi a girare per le strade con arnesi da scasso o a chiedere l’elemosina. Un fenomeno che in questi ultimi giorni è aumentato, sia perché le case cominciano ad essere lasciate vuote da chi va in vacanza, sia perché tra due settimane ci sarà la festa del Santo. Per questo la polizia ha intensificato i controlli anche se le "armi" sono alquanto spuntate. Dimostrare che questi bambini sono trattati come schiavi dai genitori non è semplice e l’omertà regna sovrana tra le comunità nomadi . Quello degli zingari è un mondo sommerso che segue regole proprie, a volte spietate. Come ha dimostrato l’ultima inchiesta compiuta dalla Squadra mobile che ha portato all’arresto di una nomade che, con il resto della famiglia, aveva tenuto sotto sequestro una marocchina strappata ai genitori con l’inganno. Anche se le "leggende metropolitane" si sprecano, episodi simili sono comunque isolati. La realtà è che il calo demografico è sconosciuto tra i gli zingari. Non di rado, infatti, capita che gli agenti fermino ragazzine a loro volta già incinte. L’unica regola sulla quale i nomadi non transigono è che il "lavoro" deve essere fatto al di fuori della provincia in cui sono ospiti. A Padova il Comune ha predisposto due campi, uno sul lungargine San Lazzaro e l’altro in via Tassinari. Nel primo sono ospitate 54 persone, 33 adulti e 21 minori. La maggior parte sono zingari italiani di etnia rom e sinta, i rimanenti sono rom di origine serba. Il campo di via Tassinari ospita invece 29 persone, di cui 17 adulti e 12 minori, tutti sinti italiani. La gestione di entrambi gli insediamenti è affidata all’Opera nomadi , che lavora in stretto collegamento con i Servizi sociali garantendo la presenza giornaliera di opera tori. "Le prestazioni dell’Opera nomadi – si legge sul sito del Comune – sono finalizzate a migliorare la convivenza all’interno dei campi. I servizi offerti sono supporto individuale al disbrigo pratiche; orientamento e informazione sulle opportunità lavorative e di alloggio del territorio, con lo scopo di favorirne l’autonomia; sostegno educativo-ricreativo ai minori, attraverso attività di doposcuola, finalizzato a contenere l’abbandono scolastico e a diffondere l’apprendimento di regole comunitarie; promozione di attività di educazione sanitaria. Obiettivo finale delle azioni intraprese è il superamento della logica del campo nomade e la creazione di micro-aree attrezzate". Commento del giornalista: di fatto, però, di insediamenti ne esistono anche altri. Un paio di settimane fa la polizia ne ha scoperto uno in via Rosso di San Secondo. C’erano quindici zingari da poco arrivati in città. Altri, invece, nei mesi scorsi si erano sistemati sotto le mura. L’altro giorno, nell’accampamento di lungargine San Gregorio, i carabinieri del Nucleo opera tivo provinciale hanno arrestato quattro nomadi sorpresi con refurtiva per 160 mila euro. I bambini, comunque, rappresentano una delle principali "risorse". Si muovono per il Veneto in treno, in gruppetti di due o tre girano per le strade con le tasche imbottite di cacciaviti e appena possono svaligiano le case. Altrimenti si piazzano ai semafori oppure davanti alle chiese a chiedere l’elemosina. Terminata la giornata, come qualunque pendolare, risalgono in carrozza e tornano al proprio accampamento. Se invece vengono bloccati dalla polizia o dai carabinieri non dicono una parola e una volta portati in una comunità scappano riprendendo la loro vita di schiavi. Egle Luca Cocco Abbiamo riportato questi articoli per mettere in evidenza come i commenti dei giornali tendano a generalizzare e a fomentare i pregiudizi nei confronti dei Rom e dei Sinti.

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FAVARO VENETO un altro campo al posto del vecchio sito

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Dopo aver smantellato due dei mega campi presenti nel suo territorio inserendo le famiglie in soluzioni abitative alternative, il Comune di Venezia si sta preparando a costruire un altro campo in sostituzione del precedente, speriamo che il Sindaco Cacciari, ci ascolti e segua l’esempio della precedente giunta comunale. Mentre domani il Tar, che in aprile ha sospeso la delibera che dava il via ai lavori di costruzione del nuovo sito, tornerà ad occuparsi della questione Martedì, 22 Maggio 2007 «Il nuovo campo nomadi? Fatelo a San Giuliano» La proposta è stata presentata al sindaco Cacciari dal comitato di via Vallenari: «È l’unica alternativa possibile» Il 12 aprile scorso il Tar ha sospeso la delibera di Giunta 569 del 2006, bloccando, di fatto, i lavori per la costruzione del nuovo campo nomadi nei pressi del nucleo urbano di Via Vallenari, a Favaro, in quanto il progetto risultava in contrasto con le disposizione regionali in materia. Con la medesima ordinanza ha concesso all’amministrazione comunale ulteriori quaranta giorni per trovare una soluzione alternativa "atta a contemperare – è stato scritto nella disposizione del Tar – i contrapposti interessi, entrambi meritevoli di tutela". Ossia, quelli del Comune, che ha necessità di dare sistemazione ai nomadi Sinti attualmente ospiti del villaggio che si trova nel lato verso Mestre di Via Martiri della Libertà e gli interessi dei residenti, tra cui quello di non vedere ridimensionato il valore commerciale delle case in cui abitano a causa della vicinanza con il campo nomadi . Domani, mercoledì 23, il Tar si riunirà in camera di consiglio per riesaminare l’intera questione e per vedere se nel frattempo è maturata un’indicazione diversa rispetto a quella prospettata dal Comune. Un’alternativa che secondo il comitato "No campo nomadi nei centri abitati" non solo esiste, ma è anche comoda, ben servita dai mezzi di trasporto e dai servizi pubblici e già di proprietà comunale. L’area proposta dal comitato si trova in località San Giuliano, alle spalle del distributore Agip posto subito dopo il ponte dell’Osellino, sulla destra in direzione aeroporto. Ha una superficie di oltre 35mila metri quadrati ed è intestata all’Immobiliare veneziana, società di proprietà del Comune di Venezia. Il comitato si è premurato di consegnare ieri copia della proposta, con annesse cartografie, sia al sindaco Cacciari che al presidente del Tar del Veneto, nella speranza che il Comune abbandoni il progetto di Via Vallenari ed opti per questa. "Anche se – hanno scritto i rappresentanti del comitato nella lettera che ha accompagnato la nuova proposta – la stessa Renata Paolucci, portavoce dell’Opera nazionale per la tutela dei diritti dei Rom e dei Sinti – ha recentemente ribadito la necessità di smantellare le aree nomadi comunali, definite sacche di emarginazione e veri e propri lager, e di ricercare soluzioni per l’inserimento delle famiglie nomadi nelle abitazioni civili".

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