11.07.07

Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni comun….?

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Risposta alle critiche della Casa delle Libertà contro il progetto di superamento dei campi nomadi di Padova.  

 

 

Ad un anno di distanza, dopo aver letto oggi su "Il Gazzettino" la stessa polemica, innescata dalla futura realizzazione del "Villaggio della Speranza" per i Sinti Veneti (cittadini italiani anzi padovani), abitanti nell’area nomadi dell’ex via Tassinari in Corso Australia, ci sembra d’obbligo rispondere nuovamente alle affermazioni del Consigliere Comunale di Forza Italia avv. Domenico Menorello. Il protocollo firmato tra L’Amministrazione Comunale di Padova e l’Opera Nomadi non dà alcuna carta bianca alla nostra associazione; si tratta infatti di un progetto già concordato dalla fine dell’anno 2006, che sarà, in itinere, sotto stretto controllo dello stesso Comune di Padova. E’ un progetto di autocostruzione di undici abitazioni di 50 mq. che permetterà ai Sinti Veneti, presenti nell’area nomadi di via Tassinari, un percorso di integrazione e di inserimento lavorativo per sette giovani che non hanno ancora trovato lavoro, attraverso un corso di formazione professionale che potrà valere anche per il futuro inserimento lavorativo come operatori edili. Le casette che verranno costruite sono la risposta alla loro esigenza, dettata dalla cultura d’appartenenza, di vivere in piccole aree attrezzate, a gruppi familiari allargati. L’abitare in casette, assegnate in locazione, con il proprio numero civico, con le proprie utenze, con il proprio servizio igienico, rappresenterà l’inizio di un nuovo percorso di vita autonomo e responsabile all’interno del ns. tessuto urbano e sociale, svincolato dalla logica assistenziale perpetrata fino ad oggi. I Sinti Veneti sono presenti in Italia e nel Veneto dal 1400 circa, la loro principale occupazione era, fino a poco tempo fa, il lavoro dello spettacolo viaggiante, le piccole giostre, i circhi, ecc, lavoro che, con il tempo, è divenuto sempre più precario con introiti insufficienti per mantenere in modo adeguato e decoroso le famiglie. Da semi-nomadi (si spostavano in alcuni periodi dell’anno seguendo le fiere e le sagre) sono perciò divenuti stanziali.

I figli, seguiti dal ns. progetto di scolarizzazione attivo da anni (anche durante la Giunta Destro) in Convenzione con l’Assessorato ai Servizi Scolastici, frequentano regolarmente la scuola materna, elementare e media e alcuni anche le scuole superiori. Rimane problematico l’accesso alle risorse (lavoro autonomo o dipendente), a causa molto spesso dei pregiudizi esistenti.

Le loro richieste di poter finalmente mutare le condizioni di vita emarginanti e discriminanti, come possono essere quelle della vita in un campo nomadi, dopo essere state attentamente valutate, sono state accolte dall’Amministrazione Zanonato.

Per quanto riguarda la Convenzione annuale di € 38.500,00.= che servono per la gestione delle due aree nomadi da parte di 6 operatori, sono gli stessi importi annuali che venivano assegnati alla ns. associazione anche dalla Giunta Destro (della quale faceva parte anche l’avv. Menorello).

Questo importo per quanto ci riguarda, una volta superati i campi nomadi verrà risparmiato dall’Amministrazione Comunale perché non ci sarà più bisogno di gestione. Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali in Italia in questi anni? Questi soldi potevano sicuramente essere spesi molto meglio così come sta facendo oggi, l’Amministrazione Comunale di Padova.

Il progetto di Padova per lo smantellamento dei campi e la sistemazione delle famiglie che hanno i requisiti in abitazioni, l’individuazione di piccoli terreni da acquistare da parte delle persone rimaste in via Longhin e soprattutto la realizzazione del "Villaggio della Speranza autocostruito" sono stati individuati come "buone pratiche" in Convegni Nazionali ed Europei per l’integrazione dei Rom e dei Sinti, tanto è vero che il Ministero della Solidarietà Sociale ha inserito proprio Padova tra le quattro città destinatarie del finanziamento statale del "Bando di inclusione sociale" a favore dei Rom e dei Sinti.

La contrapposizione, l’ostilità, l’emarginazione e il disconoscimento delle persone portano all’insanabilità, e alla radicalizzazione dei conflitti, la generalizzazione e la criminalizzazione nei confronti di tutto un popolo, come si sta facendo in questi giorni a causa di un grave ed efferato episodio accaduto a Roma, offre lo spunto anche al consigliere comunale avv. Menorello per etichettare tutti i Rom e i Sinti come persone indegne, indesiderate, anormali e addirittura rapitrici di bambini: infatti l’avv. Menorello tira in ballo la ricerca di Denise Pipitone avvenuta anni fa al campo di via Longhin senza specificare come sarebbe doveroso che la ricerca ha avuto un esito assolutamente negativo.

Ricordiamo inoltre che la Giunta Destro, spese € 250.000,00.= (come da Delibera Comunale dell’8 luglio 2002) per l’adeguamento degli impianti nel campo nomadi di via Lungargine San Lazzaro n° 2 e non certo per favorire l’integrazione degli ospiti ma per mantenere la logica del campo-ghetto, logica contro la quale la ns. associazione si batte ormai da anni. I campi nomadi vanno superati in quanto sono veri e propri ghetti senza servizi igienici adeguati, moderni campi di concentramento come sono stati considerati dall’Unione Europea.

Opera Nomadi di Padova

La presidente prof.ssa Renata Paolucci e il consiglio direttivo

 

 



2 Commenti

  1.    george Scrive,

    8 Luglio 2008 at 12:06

    anche io mi voglio autocostruire la casa visto che pago 800 euri di affitto. posso?

  2.    alessandro Scrive,

    9 Luglio 2008 at 23:04

    Certo, ci vuole un terreno, chi finanzia e …via.

    Ciao