06.25.08

PADOVA: Iniziati i lavori del primo stralcio dell’insediamento per i Sinti Veneti giostrai

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Chi ha detto che i Sinti non hanno voglia di lavorare
 
 

E’ iniziato il lavoro dei giovani sinti Yuri, Reggy e Maverik (che in questi giorni è assente perchè si è rotto un dito) per la costruzione delle loro abitazioni. Sono tre giovani di 20 e 18 anni che stanno dimostrando una volontà e una voglia di fare veramente eccezionale, soprattutto in queste giornate di caldo soffocante. E’ iniziata, infatti, la costruzione di una delle tre palazzine in muratura del "Villaggio della Speranza" che verrà intitolato alla ns. Marta Cimento.

Ieri una delibera della giunta ha dato il via alla realizzazione delle altre due palazzine nell’area di via Tassinari vicina a Corso Australia. I muri perimetrali del primo edificio già si possono vedere. Adesso, però, partirà anche l’altro che prevede la realizzazione di due palazzine e l’impiego di altri quattro sinti. In totale le abitazioni che verranno ultimate saranno dodici, quattro per ogni immobile con ingresso indipendente, giardino di competenza e garage.

Sono a buon punto, quindi, i cantieri per la costruzione delle case per i Sinti che il Comune ha deciso di realizzare in Corso Australia. Anche nella seduta di giunta di ieri è stata approvata una delibera sull’argomento, su proposta dell’assessore Claudio Sinigaglia: con questo ultimo atto verrà individuata la ditta costruttrice che stipulerà il contratto con l’Opera Nomadi di Padova per edificare proprio il secondo stralcio del progetto relativo appunto alle due palazzine da otto alloggi. «Con la presente deliberazione – si legge nel documento approvato ieri – si conferma la titolarità della partnership in capo all’Opera Nomadi di Padova quale soggetto che vanta ampia esperienza, è radicato sul territorio e da molti anni segue il percorso di integrazione dei sinti ». La delibera aggiunge anche che l’impresa selezionata sarà tenuta a «instaurare un rapporto di lavoro con i sette sinti che concorreranno all’autocostruzione, che jhanno già frequentato un corso di formazione-aggiornamento professionale. per muratori.

Per realizzare l’intervento il Comune metterà a disposizione 300 mila euro, ai quali vanno aggiunti i 750 mila che arriveranno dal governo (Ministro Ferrero), parte dei quali saranno spesi però per suddividere l’area del campo nomadi di via Longhin in piccoli appezzamenti attrezzati da dare in affitto. Il costo per il primo stralcio è di 200 mila euro, per il secondo di 350 mila: l’intera operazione di Corso Australia, quindi, verrà a costare 550 mila euro.

Di questi dodici appartamenti che saranno pronti fra qualche mese vicino a Corso Australia, 10 verranno dati ai sinti e due andranno al Comune che li utilizzerà per assegnarli a famiglie che necessitano di protezione sociale.

«Siamo soddisfatti – ha commentato Claudio Sinigaglia – di essere riusciti a dare una risposta definitiva a queste persone che non si possono più definire nomadi, in quanto abitano a Padova da decenni. Soddisfatta anche Renata Paolucci presidente dell’Opera Nomadi di Padova che ha ideato il progetto assieme ai Sinti e che segue da anni i loro figli che regolarmente vanno a scuola e sono integrati con i bambini padovani. Positivo è anche vedere i futuri inquilini, appunto i sinti , che stanno lavorando come muratori per costruire quelle che diventeranno fra poco le loro abitazioni stanziali. L’investimento è produttivo, perchè nel caso una famiglia sinti rinunci, o non rispetti il patto con il Comune, il suo appartamento verrà dato ad altri». Ogni giovane "ingaggiato" dalle imprese costruttrici percepisce circa 800 euro al mese: 500 se li mette in tasca e 300 vengono accantonati come anticipo per il canone che dovrà poi pagare.

 

Le fasi del superamento delle aree nomadi comunali di Padova

e Progetto Villaggio della Speranza

 

L’Amministrazione Comunale di centro-sinistra insediatasi a Padova nel giugno 2004, dopo una battaglia politica da noi sostenuta, supportata anche dall’Assessore Daniela Ruffini, ha finalmente capito che i "campi nomadi" sono delle sacche di emarginazione e che vanno smantellati.

Il Comune di Padova il 22 luglio 2005 nella persona del Vice Sindaco Claudio Sinigaglia firmò un impegno scritto alla presenza dei Rom e dei Sinti, per il progressivo smantellamento dei campi nomadi di Padova perché altrimenti non avremmo più accettato la gestione delle aree comunali.

 

Abbiamo presentato quindi il progetto di smantellamento nello stesso anno 2004:

 

Nello specifico i destinatari erano:

gli ospiti del campo di via Lungargine San Lazzaro n° 2 suddivisi in 4 aree :

La I^ area (9 roulottes)

è composta da 2 famiglie di Rom nati in Italia, ma di origine macedone; quattro famiglie + una persona singola appartenenti al gruppo di Rom Harvati tutti imparentati tra loro, 2 famiglie di Sinti Taic imparentati tra loro.

La II^ area (6 roulottes)

è composta da un gruppo familiare di Rom Harvati.

La III^ area

è costituita da 12 containers + 1 roulotte, allargati con baracche abusive, abitati da 11 famiglie serbe e una famiglia il cui capofamiglia è proveniente dal Kosovo e la moglie appartiene al gruppo dei Rom Harvati.

La IV^ area

di recente costituzione è composta da 27 famiglie di rom serbi e 6 bulgari (2 coppie e 1 madre con figlia disabile grave).

Esiste una roulotte esterna alle aree dove abita un Rom Croato con la sua famiglia.

 

Il Progetto è iniziato con lo studio e monitoraggio delle caratteristiche e delle esigenze di ciascun nucleo familiare destinatario del progetto, profilo di ogni famiglia, della composizione, del suo sviluppo a medio e lungo termine, verifica delle risorse disponibili.

Le famiglie che hanno chiesto l’inserimento in alloggi sono state quasi tutte inserite delocalizzandole in varie zone della città, sono circa 30 nuclei e per alcuni di essi è stato previsto un accompagnamento nelle nuove unità abitative.

Per le altre famiglie, stiamo individuando le microaree per chi non vuole vivere negli appartamenti e ha richiesto un percorso agevolato per l’acquisto o l’affitto di piccoli terreni.

Gli ospiti dell”area comunale di via Tassinari n.32 (Corso Australia) sono Sinti veneti (presenti in Italia dal 1400) che vi si sono stabiliti da ormai 15 anni e sono "stanziali" a causa della crisi che ha investito il settore dello "spettacolo viaggiante".

Le famiglie Sinte, 29 persone (17 adulti 12 minori) già in parte integrate, mandano tutti regolarmente i figli a scuola, dalla scuola materna alle superiori, parte degli adulti già lavora nelle cooperative, l’unico a continuare il mestiere del padre, e del nonno, è il Sig. Virgilio Pavan che possiede una piccola giostra e che lavora nel periodo primavera/estate.

Come nasce il progetto del "Villaggio della speranza"

Già da anni i Sinti hanno espresso la necessità e la volontà di migliorare le proprie condizioni abitative per avere la possibilità di una integrazione reale sociale e concreta. L’Opera Nomadi di Padova, da anni impegnata nella gestione dell’area, da sempre portavoce dell’esigenza dei Sinti e dei Rom, ha ideato assieme ai sinti stessi un progetto di autocostruzione di nuove unità abitative in muratura.

Nel 2006 abbiamo redatto il progetto sociale per la realizzazione del Villaggio delle Speranza (vedi materiale inviato), che è stato approvato dai Servizi Sociali, e dalle Commissioni Consiliari competenti.

La Giunta, dopo aver effettuato la variazione del Piano regolatore per quanto riguardava l’area individuata, ha deliberato (Delibera n° 0885 del 28 dicembre 2006) l’assegnazione del progetto di autocostruzione delle 11 abitazioni in muratura all’Opera Nomadi, mettendo a disposizione € 300.000,00.= (prima tranche). L’Associazione, diventata soggetto promotore del progetto dovrà:

- individuare l’impresa per la costruzione degli alloggi e delle opere connesse, previa approvazione del Settore Infrastrutture del Comune di Padova,

- seguire i Sinti nella partecipazione al corso di formazione professionale con il rilascio finale di attestato e nel percorso dell’autocostruzione.

Il Settore Infrastrutture del Comune di Padova si farà carico della necessaria attività di alta sorveglianza, ai fini della regolare esecuzione dell’opera, della contabilità generale e dei conseguenti pagamenti.

Il successivo protocollo d’intesa Opera Nomadi di Padova e l’Assessorato ai Servizi Sociali del 15 marzo 2007 fissa le regole per la prosecuzione del progetto.

Individuate le persone che parteciperanno all’autocostruzione, nel luglio 2007, viene individuata come offerta più consona e interessante, quella della Cooperativa Padovana Muratori di Ponte San Nicolò (PD) e viene data comunicazione immediata al Settore Infrastrutture e al Settore Servizi Sociali del Comune di Padova. Tale scelta è stata motivata dalla comprovata alta professionalità della Ditta e dall’impegno dimostrato nell’ambito di similari progetti di valenza sociale.

Dopo il parere favorevole di congruità e conformità del Settore Infrastrutture, il 03/09/2007 viene sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra Opera Nomadi e Cooperativa Padovana Muratori dove vengono fissate le rispettive competenze: le specifiche tecniche del progetto architettonico, i costi dell’intervento comprensivi del corso di formazione professionale con cantiere scuola tenuto da tecnici specializzati, i pagamenti, la durata dell’accordo, i tempi di esecuzione dei lavori.

L’intervento è localizzato lungo Corso Australia, in un lotto di mq. 2.132. E’ prevista la costruzione di 12 alloggi in 3 palazzine su due piani, ciascuna di 4 alloggi. Ogni alloggio prevede un locale soggiorno-cottura, due camere da letto, un bagno, il tutto per una superficie calpestabile di mq 45 circa. Ogni alloggio ha impianti autonomi e ingressi dedicati, quelli ai piani superiori per mezzo di scale esterne. Sono previsti dodici posti auto coperti realizzati in struttura leggera e giardino adiacente alle palazzine.

Per le palazzine si prevede una struttura tradizionale in laterizio con solai in laterocemento.

Il volume totale commerciale VxP dell’intervento risulta di mc 2.875.

Il prezzo stimato per l’esecuzione delle opere è di € 642.215,00; in considerazione del fatto che attualmente è in essere una disponibilità di finanziamento da parte dell’Amministrazione Comunale di € 300.000,00, si conviene, di dare inizio in prima battuta ad uno stralcio funzionale per la costruzione di una sola palazzina e relative linee tecnologiche e opere esterne, comprese anche le spese tecniche di progettazione e gli oneri economici per il corso di formazione professionale.

Essendo prevista la partecipazione economica da parte degli operatori sinti al finanziamento del progetto, la quota di partecipazione sarà successivamente detratta dal Comune di Padova dalla retta di affitto che dovranno pagare i lavoratori sinti che l’hanno versata. L’Opera Nomadi metterà a disposizione operatori/mediatori che seguiranno tutto l’iter del progetto.

 

 

Opera Nomadi di Padova

prof.ssa Renata Paolucci

 

 



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