28.07.08

Famiglia Cristiana: Costruire l’integrazione, mattone su mattone

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27.07.08

El Canton delle Busie di Fausto Pezzato: sui Colli si è aperta la caccia ai nomadi.

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Vale anche per il Comune di Selvazzano 

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Sgombero da Teolo e Selvazzano (PD) , ancora confusione e allarme per nulla

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23.07.08

Venezia: vittoria dei Sinti

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il villaggio si fa Sbloccati dal sindaco i fondi promessi. A primavera via dalle roulotte

 di Elisa Cozzarini

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08.07.08

La Lega anche al cantiere di Padova. Comunicato stampa di Pietrangelo Pettenò

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Oggi 8 luglio 2008 i lavori al "Villaggio della Speranza" in Corso Australia a Padova sono stati interrotti da un gruppetto di circa 10 leghisti, tra cui anche il capo gruppo della Lega Nord in comune a Padova, Mariella Mazzetto. Il progetto del "Villaggio della Speranza" è nato dalla volontà della comunità sinta di migliorare le proprie condizioni abitative, per riscattare forme di vita povere, depresse, isolate e disprezzate così da creare una reale e concreta integrazione sociale.

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Treviso: Opera Nomadi contro Maroni

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Treviso: l’ Opera nomadi: no alla schedatura dei bambini rom

la tribuna di Treviso – 04 luglio 2008   
 
TREVISO. Durissime critiche da parte dell’Opera Nomadi contro la proposta di schedatura dei bambini Rom avanzata dal ministro Maroni. «Così – attaccano il responsabile regionale Domenico Trovato e il presidente dell’Opera Nomadi Treviso Renzo Comin – si viola la dignità umana, la Costituzione e la convenzione sui diritti dell’infanzia».  Secondo l’associazione, su una simile proposta non ci possono essere margini di trattativa. «Il rilevamento delle impronte – critica Opera Nomadi – è un atto di violenza e di discriminazione etnica nei confronti di adulti e bambini che ci riporta al fascismo. Se è normale un’attività di identificazione – continuano i due responsabili – non lo è un’operazione su tutti coloro che vivono in un campo nomadi, in quanto non li tutela affatto da possibili forme di sfruttamento criminale». Per l’Opera Nomadi, la proposta avanzata dal ministro Maroni è una forma di «accanimento contro Rom e sinti che pretende di schedare anche stanziali ormai italiani dal 1400. Per anni – attacca l’associazione – nessuno si è mai occupato dei bambini rom e sinti. Rimasti praticamente invisibili, senza nessun diritto soprattutto per quanto riguardava sanità e istruzione. Ora ci si accanisce contro di loro con misure repressive e senza prevedere invece risorse finanziarie per progetti di scolarizzazione e integrazione che superassero la logica assistenziale a cui da sempre i Rom sono stati abituati». A detta dell’Opera Nomadi, tutto quanto sta accadendo in questi giorni fa parte di «un disegno politico che si ripropone di distogliere l’attenzione della popolazione da problematiche più gravi, trasformando Rom e Sinti in veri e propri capri espiatori del malessere diffuso. Il pregiudizio nasce dalla non conoscenza – continua l’associazione – serve una volontà politica che scongiuri il pericolo di una deriva». A Ca’Sugana intanto si mantiene il tiro alto: «Le impronte sono l’unico metodo scientifico per identificare chi solitamente dà generalità diverse – s’impunta il vicesindaco Gentilini – Io avevo proposto la schedatura delle impronte già anni fa e per dimostrarne la bontà sono pronto ad andare personalmente in Questura». Gli fa eco il consigliere Fanton: «chiamerò a raccolta i leghisti».

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03.07.08

Appello a tutte le forze democratiche, alle associazioni e ai cittadini

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Nillo Tallon Sindaco di Meolo (VE) : «Mi farò prendere le impronte digitali»

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Nillo Tallon: «Contro ogni razzismo, domattina andrò dai carabinieri»
«Sono favorevole alla schedatura ma deve essere di tutti i residenti del territorio»

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02.07.08

Renata Paolucci sulla schedatura e sulle impronte

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La segretaria nazionale dell’Opera Nomadi Nazionale e presidente dell’Opera Nomadi di Padova si dissocia dal comportamento del Presidente Nazionale e del Lazio,  Massimo Converso che interviene nella schedatura dei Rom e dei Sinti   di Roma. La proposta presentata dall’Opera Nomadi al Ministro Ferrero ormai due anni fa, non era un censimento/schedatura ma un’indagine conoscitiva qualitativa e quantitativa, mantenendo l’anonimato, dei Rom e dei Sinti presenti nel territorio, per permettere di conoscere soprattutto il numero dei bambini che evadevano l’obbligo scolastico e, in base a questo, poter avviare progetti di integrazione e scolarizzazione.   La schedatura e il rilevamento delle impronte digitali su base etnica degli adulti va contro l’art. 3 della Costituzione Italiana e quella dei minori di 18 anni va contro anche la Convenzione Internazionale dei diritti del Fanciullo ratificata dall’Italia nel 1991.

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Impronte ai bimbi rom, Famiglia Cristiana: “Proposta razzista e indecente”

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"Una proposta indecente". Il settimanale ‘Famiglia Cristiana’ boccia duramente la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom.
"Alla prima prova d’esame – scrive Famiglia Cristiana nell’editoriale del nuovo numero – i ministri ‘cattolici’ del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom".
"Avremmo dato credito al ministro – sottolinea il giornale di ispirazione cattolica – se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla".

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