26.02.09

Ascanio Celestini: le camere a gas sterminavano pidocchi.

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ascanio celestini Le camere a gas sterminavano pidocchi. Lo leggo sul giornale.   L’ha detto un prete francese e l’ha ripetuto un suo collega di treviso. Allora telefono a Piero.   Dico" vorrei farti un intervista per una trasmissione televisiva, una piccola cosa di cinque minuti". Mi dice che fino alla fine di marzo sta in giro "mi capisci, dice, pure tu stai sempre in torunée".   E io un po lo capisco, ma mica tanto.   Perché Piero non è un attore anche se vaga per l’Italia come me. Ma in genere lui è invitato a parlare proprio perché recita la sua parte, non c’ha il costume di scena, non impara le battute a memoria. Lo chiamano perché racconta un fatto suo, una cosa che gli è successa quando l’hanno portato in Polonia in un vagone dove ha viaggiato insieme a sessantaquattro persone.   Se in questi giorni non fosse stato impegnato nei suoi viaggi della memoria gli avrei chiesto un racconto che ho sentito fare da lui in un deposito degli autobus sulla Prenestina in un incontro di qualche anno fa. Parlava di quando stava nel campo D alla fine di luglio del ’44 e vedeva gli zingari nel campo E.    Dice che era un campo anomalo con le famiglie che vivevano ancora insieme. Ancora con i loro abiti e i loro capelli.   Persino con gli strumenti musicali. Separare le famiglie, privarle degli abiti e capelli per uno zingaro equivale a morire.   Per la burocrazia dello sterminio sarebbe stata una perdita di tempo, perciò li lasciarono alla loro gioiosa deriva. Una notte ci fu un trambusto e la mattina appresso il campo era deserto. Piero dice che "bastò un’occhiata alle ciminiere per capire che durante la notte erano state mandate a morire ottomila persone". Ma perché erano tanto odiati dai nazisti? Forse perché sono un popolo che non ha mai fatto guerre, non ha un esercito o una polizia. Non ambisce alla bomba atomica e se ne frega delle mine antiuomo, dello scudo spaziale e delle armi chimiche. Non fonda banche e assicurazioni, né terrorizza con l’inganno del prodotto interno lordo. Non costruisce galere e manicomi. Non ha fabbriche che inquinano fiumi, né compagnie aeree che avvelena l’aria. Non ha prodotto amianto cancerogeno, né imbottiglia l’acqua per lucrare su un bene che dovrebbe essere comune. Non bombarda la frutta con i raggi gamma, né produce ortaggi transgenici. Non possiede supermercati, fast food e ipernegozi del mobile componibile. Non ha leader che diventano burocrati, politici, preti e commercialisti, papi o re, leader di schieramenti politici e segretari di partito o di sindacato, amministratori delegati e maestri venerabili di lobbie massoniche, ministri, sindaci, presentatori televisivi e veline. Non controlla l’informazione con giornali e televisioni.   Non viaggia nello spazio e nel cyberspazio.   Non guadagna col copyright e non.    E’ vero, si tratta proprio di pericolosi parassiti.   Un problema da risolvere con il DDT. Buona tournée, Piero.