03.19.09

Mestre. Risse e tumulti in Consiglio Comunale

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poi il consiglio respinge il referendum sul campo Sinti

 

A favore solo Lega e An. Voto preceduto da un lancio di uova dei no-global. Callegari: «Preso per il collo da un vigile»

MESTRE (16 marzo) - Il consiglio comunale di Mestre ha respinto a larga maggioranza la richiesta di referendum per la realizzazione del nuovo campo Sinti a Favaro Veneto. Al termine di una giornata di tensioni, culminata anche in alcuni brevi scontri a margine della seduta del consiglio, l’assemblea veneziana ha respinto la domanda di referendum sostenuta dal Lega Nord e An con 29 no e nove sì. Nove gli assenti al momento della votazione.

Il consiglio comunale di Mestre chiamato ad affrontare il tema della richiesta di referendum promosso dalla Lega Nord sul campo dei Sinti previsto a Favero Veneto, è stato anche sospeso per un quarto d’ora pochi minuti dopo essere iniziato.

L’edificio di via Palazzo che ospita l’assemblea civica è stato letteralmente blindato da polizia e guardia di Finanza in assetto antiguerriglia: un provvedimento assunto dal questore per contrastare la presenza di una ventina di disobbedienti che hanno inscenato una protesta antileghista: cartelli, striscioni, un impianto audio a tutto volume e lanci di uova hanno accolto i consiglieri comunali che arrivavano a palazzo.

Il presidente del consiglio comunale Renato Boraso di Forza Italia è stato fatto oggetto di un polemico "buffetto" dal leader dei disobbedienti Luca Casarini dopo che lo stesso Boraso gli aveva teso la mano. 

All’interno del consiglio altri cartelli, questa volta sollevati da rappresentanti della Lega contro la realizzazione del campo nomadi. «Il questore e il comandante dei Vigili – si è lamentato in apertura di seduta Alberto Mazzonetto della Lega Nord – non hanno fatto ciò che dovevano fare per garantire il dibattito democratico. Questa giunta accompagnata da questi squadristi vorrebbero imporre il loro ordine alla città».

Ma sono nemmeno mancate le accuse ai vigili urbani. In una accesa discussione con qualche spintone scoppiata a margine del consiglio comunale è rimasto coinvolto e contuso il parlamentare della Lega Nord Corrado Callegari. «Sono intervenuto – spiega lo stesso parlamentare – perché c’era una diatriba tra i vigili e il pubblico. Quando ho cercato di intervenire un vigile mi ha preso per il collo da dietro. Ho ancora le lesioni sul collo».
Callegari, che ha annunciato la formalizzazione di una denuncia, ha quindi aggiunto «evidentemente dopo le squadre fasciste di Tommaso Cacciari, questi sono i nuovi metodi del Comune».

La risposta di Cacciari. Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha ricordato che ormai ogni passo è stato compiuto: «Democrazia, discussione e ora la decisione – ha detto Cacciari – Berlusconi docet».

Il sindaco ha ricordato che sul campo Sinti sono state svolte moltissime indagini. «I comitati contrari – ha aggiunto – sanno benissimo per aver lavorato assieme a noi un anno che luoghi e localizzazioni diverse per questo campo non ce ne sono».
La decisione, ha ricordato il sindaco, è stata presa dodici anni fa in accordo con la Regione: «E anche dodici anni fa la Regione non era certamente di sinistra. Questa decisione – ha concluso Cacciari – l’abbiamo portata avanti attraverso procedure democratiche: tutti i ricorsi al Tar sono stati regolarmente bocciati».

Rissa sfiorata tra Speranzon (An) e Caccia (Verdi). Solo l’intervento di alcuni agenti di polizia e vigili urbani ha di fatto evitato che il capogruppo di An Raffaele Speranzon e il capogruppo dei Verdi Giuseppe Caccia venissero a contatto. Speranzon si era infatti avventato verso Caccia dopo che questi si era rivolto con termini giudicati offensivi a un cittadino che tra il pubblico contestava il suo intervento. Prontamente poliziotti e vigili hanno evitato che i due consiglieri venissero alle mani.

 



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