06.12.09

Padova: Il Pdl: «Sociale penalizzato Troppi soldi per gli stranieri»

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Ballottaggio alle comunali


Dossier di Marin e Saia: «Ecco i contributi del sindaco e della Ruffini»

In coppia: Maurizio Sala e Marco Marin insieme
(Gobbi/Bergamaschi)

 

PADOVA – Ci sono i 5000 euro per la festa nazionale della Romania, i 500 per la proiezione di un film cingale­se, i 3 mila per la festa della famiglia africana e i 1500 per un torneo di calcio nigeria­no. Foglio Excel alla mano, Marco Marin con a fianco il senatore di An Maurizio Saia mette sotto tiro la politica dell’Immigrazione targata «Zanonato- Ruffini». «L’ulti­mo bilancio che ho approva­to come assessore al Sociale – attacca il candidato del centrodestra -, era di 13 mi­lioni 322 mila euro. Quest’an­no, a cinque anni di distan­za, con il costo della vita che è aumentato come tutti sap­piamo, non sono andati ol­tre ai 14 milioni 936 mila eu­ro».

«Il problema è che le prio­rità di questa giunta erano ben altre» rincara la dose l’ex olimpionico. Priorità che l’esponente elenca minu­ziosamente con una certa soddisfazione: «Una priorità per la giunta Zanonato- Ruf­fini è per esempio la festa per l’Indipendenza del Benin per cui sono stati stanziati 1 e 500 euro, 2500 sono andati invece per un torneo di cal­cio della Diaspora africana». «Leggendo tutto il lunghissi­mo elenco ci s’imbatte in vo­ci paradossali- rincara la do­se Marin-. Sono stati spesi 5 mila euro per corsi di lingua araba per minori e autocto­ni. Invece d’insegnare agli stranieri l’italiano, si finan­ziano lezioni di lingua stra­niera, magari indirizzati ai non italiani».

«Checché ne dicano a pa­lazzo Moroni, in questi anni le ore complessive dell’assi­stenza domiciliare sono di­minuite – aggiunge -. In compenso il centrosinistra investe 2 mila euro per spie­gare ai padovani come si fe­steggia la Pasqua in Roma­nia o 1500 per il capodanno dello Sri Lanka». «I padovani devono sapere che in questi anni Zanonato e la sua giun­ta hanno stanziato migliaia e migliaia di euro in favore di associazioni che si occupano di immigrazione. Di queste quella più a destra è l’Arci» polemizza invece Saia che, dopo essere rimasto in di­sparte durante la prima par­te della campagna elettorale, ora torna al centro della sce­na. «Dal momento che per l’integrazione dei nomadi il comune si appoggia all’Ope­ra nomadi- conclude il Sena­tore-, questi signori dovreb­bero spiegarci come mai ogni angolo del centro stori­co è occupato da qualche rom che chiede l’elemosina. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: qui siamo di fronte ad un vero e pro­prio racket dell’accattonag­gio davanti al quale in molti preferiscono girarsi dall’al­tra parte».

 

Alberto RodighieroCorriere del Veneto

 

 La risposta dell’Opera Nomadi di Padova è sempre uguale, come abbiamo risposto a Menorello (pdl) – Ex Assessore della Giunta Destro 1999/2004,   rispondiamo anche al Senatore ed ex Vice Sindaco Maurizio Saia:

 

Dopo aver letto oggi sul "Corriere del Veneto"  l’ennesima polemica contro di  noi,  innescata  questa volta dal Senatore Maurizio Saia del Pdl exVice Sindaco della Giunta Destro (1999-2004) sopra citata, ci sentiamo in dovere di ribattere quanto segue: i Rom che chiedono l’elemosina a Padova non sono un numero così elevato, appartengono a gruppi itineranti non stanziali ed è molto difficile avvicinarli.    Per tutte queste ragioni non è stato possibile procedere ad un monitoraggio per poter avviare progetti di integrazione.     Comunque, se si tratta di un "racket dell’accattonaggio" come pensa  il senatore Saia, non è certo compito della ns. associazione individuare i mandanti, ma spetta alle forze dell’ordine".

 

Per quanto riguarda il ns. lavoro a Padova e il ns. rapporto con la Giunta Zanonato, facciamo presente che abbiamo lavorato, sia per la scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti, sia per la gestione delle aree nomadi comunali, anche con l’Assessore Marin della Giunta Destro oggi candidato Sindaco per il PDL. 

Di seguito riportiamo la risposta alla polemica di un anno e mezzo fa di un altro componente del PDL.  

 

Ad un anno di distanza, dopo aver letto oggi su "Il Gazzettino" la stessa polemica, innescata dalla futura realizzazione del "Villaggio della Speranza" per i Sinti Veneti (cittadini italiani anzi padovani), abitanti nell’area nomadi dell’ex via Tassinari in Corso Australia, ci sembra d’obbligo rispondere nuovamente alle affermazioni del Consigliere Comunale di Forza Italia avv. Domenico Menorello. Il protocollo firmato tra L’Amministrazione Comunale di Padova e l’Opera Nomadi non dà alcuna carta bianca alla nostra associazione; si tratta infatti di un progetto già concordato dalla fine dell’anno 2006, che sarà, in itinere, sotto stretto controllo dello stesso Comune di Padova. E’ un progetto di autocostruzione di undici abitazioni di 50 mq. che permetterà ai Sinti Veneti, presenti nell’area nomadi di via Tassinari, un percorso di integrazione e di inserimento lavorativo per sette giovani che non hanno ancora trovato lavoro, attraverso un corso di formazione professionale che potrà valere anche per il futuro inserimento lavorativo come operatori edili. Le casette che verranno costruite sono la risposta alla loro esigenza, dettata dalla cultura d’appartenenza, di vivere in piccole aree attrezzate, a gruppi familiari allargati. L’abitare in casette, assegnate in locazione, con il proprio numero civico, con le proprie utenze, con il proprio servizio igienico, rappresenterà l’inizio di un nuovo percorso di vita autonomo e responsabile all’interno del ns. tessuto urbano e sociale, svincolato dalla logica assistenziale perpetrata fino ad oggi. I Sinti Veneti sono presenti in Italia e nel Veneto dal 1400 circa, la loro principale occupazione era, fino a poco tempo fa, il lavoro dello spettacolo viaggiante, le piccole giostre, i circhi, ecc, lavoro che, con il tempo, è divenuto sempre più precario con introiti insufficienti per mantenere in modo adeguato e decoroso le famiglie. Da semi-nomadi (si spostavano in alcuni periodi dell’anno seguendo le fiere e le sagre) sono perciò divenuti stanziali.

I figli, seguiti dal ns. progetto di scolarizzazione attivo da anni (anche durante la Giunta Destro) in Convenzione con l’Assessorato ai Servizi Scolastici, frequentano regolarmente la scuola materna, elementare e media e alcuni anche le scuole superiori. Rimane problematico l’accesso alle risorse (lavoro autonomo o dipendente), a causa molto spesso dei pregiudizi esistenti.

Le loro richieste di poter finalmente mutare le condizioni di vita emarginanti e discriminanti, come possono essere quelle della vita in un campo nomadi, dopo essere state attentamente valutate, sono state accolte dall’Amministrazione Zanonato.

Per quanto riguarda la Convenzione annuale di € 38.500,00.= che servono per la gestione delle due aree nomadi da parte di 6 operatori, sono gli stessi importi annuali che venivano assegnati alla ns. associazione anche dalla Giunta Destro (della quale faceva il senatore Saia come Vicesindaco, il Dott. Marco Marin come Assessore al Sociale e anche l’avv. Menorello).

Questo importo per quanto ci riguarda, una volta superati i campi nomadi verrà risparmiato dall’Amministrazione Comunale perché non ci sarà più bisogno di gestione. Quanto costano e quanto sono costati i campi nomadi alle Amministrazioni Comunali in Italia in questi anni? Questi soldi potevano sicuramente essere spesi molto meglio così come sta facendo oggi, l’Amministrazione Comunale di Padova.

Il progetto di Padova per lo smantellamento dei campi e la sistemazione delle famiglie che hanno i requisiti in abitazioni, l’individuazione di piccoli terreni da acquistare da parte delle persone rimaste in via Longhin e soprattutto la realizzazione del "Villaggio della Speranza autocostruito" sono stati individuati come "buone pratiche" in Convegni Nazionali ed Europei per l’integrazione dei Rom e dei Sinti, tanto è vero che il Ministero della Solidarietà Sociale ha inserito proprio Padova tra le quattro città destinatarie del finanziamento statale del "Bando di inclusione sociale" a favore dei Rom e dei Sinti.

La contrapposizione, l’ostilità, l’emarginazione e il disconoscimento delle persone portano all’insanabilità, e alla radicalizzazione dei conflitti, la generalizzazione e la criminalizzazione nei confronti di tutto un popolo, come si sta facendo in questi giorni a causa di un grave ed efferato episodio accaduto a Roma, offre lo spunto anche al consigliere comunale avv. Menorello per etichettare tutti i Rom e i Sinti come persone indegne, indesiderate, anormali e addirittura rapitrici di bambini: infatti l’avv. Menorello tira in ballo la ricerca di Denise Pipitone avvenuta anni fa al campo di via Longhin senza specificare come sarebbe doveroso che la ricerca ha avuto un esito assolutamente negativo.

Ricordiamo inoltre che la Giunta Destro, spese € 250.000,00.= (come da Delibera Comunale dell’8 luglio 2002) per l’adeguamento degli impianti nel campo nomadi di via Lungargine San Lazzaro n° 2 e non certo per favorire l’integrazione degli ospiti ma per mantenere la logica del campo-ghetto, logica contro la quale la ns. associazione si batte ormai da anni. I campi nomadi vanno superati in quanto sono veri e propri ghetti senza servizi igienici adeguati, moderni campi di concentramento come sono stati considerati dall’Unione Europea.

 



2 Commenti

  1.    ale Scrive,

    22 Giugno 2009 at 20:21

    ZANONATO HA VINTO PER FORTUNA A PADOVA LA GENTE RAGIONA.

    ciao

  2.    Ric Scrive,

    12 Ottobre 2009 at 18:51

    Mi piacerebbe che venisse pubblicato il bilancio dell’ opera nomadi per vedere quanti soldi pubblici ricevono e quanti sono i compensi che si erogano.