15.06.06

COMUNITA’ ROM ITALIANA CHIEDE LAVORO E DIRITTI

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PRESENTATA PIATTAFORMA DI PROPOSTE A GOVERNO PRODI
(ANSA) – ROMA, 10 GIU – L’abolizione della Bossi-Fini,
politiche sociali adatte all’inserimento nel mondo del lavoro,
l’accesso alla formazione scolastica e all’edilizia popolare.
Queste le richieste che la comunita’ di Rom romeni in Italia
rivolge al nuovo governo ed in particolare al nuovo ministro
della Solidarieta’ sociale, Paolo Ferrero. La piattaforma di
proposte all’esecutivo Prodi e’ stata presentata questo
pomeriggio nel corso di una conferenza stampa organizzata
dall’Opera Nomadi e alla quale hanno partecipato rappresentanti
Rom da tutta Italia oltre che il parlamentare di Rifondazione
comunista e membro della Commissione Affari Sociali,
Massimiliano Smeriglio.
Secondo il presidente dell’Opera Nomadi, Massimo Converso,
sono oltre mille i Rom che ogni mese arrivano in Italia dall’Est
Europa, in particolare dalla Romania, Bulgaria e Moldavia. Un
flusso verso l’Occidente che e’ cresciuto in maniera
preoccupante, spiega Converso, principalmente per una pesante
alluvione nella regione danubiana a maggiore presenza Rom e per
un decreto del governo romeno sull’influenza aviaria che ha
colpito un settore che consentiva ai nomadi di allevare pollame
ed avere un minimo di autosufficienza.
Sarebbe quindi uno stato di estrema poverta’ e disperazione
a spingere i Rom ad attraversare l’Europa in cerca di
sopravvivenza in Italia: ”Veniamo qui’ perche’ siamo disperati
- spiega un rappresentante della comunita’ Rom di Roma -
piuttosto che morire di fame nel nostro Paese preferiamo vivere
in baraccopoli e sopravvivere di espedienti, ma lo facciamo solo
perche’ non troviamo lavoro e perche’ non riusciamo a integrarci
con la comunita’ italiana”.
E proprio per favorire l’inserimento nel tessuto sociale
italiano che i Rom romeni chiedono politiche sociali che li
aiutino a integrarsi, a trovare un lavoro, a godere dell’
istruzione scolastica e di diritti di cittadinanza: ”Chiediamo
lavoro – spiegano i nomadi in un documento – per esempio licenze
di commercio e mercati specializzati nella tradizione romani’
(piccolo antiquariato, usato, artigianato), l’inserimento
guidato e incentivato nell’edilizia dov’erano specializzati in
Romania, e nell’agricoltura”.
”Al governo – aggiungono – chiediamo anche grande
attenzione all’istruzione, chiedendo di coprire i costi della
scolarizzazione dei nostri figli come sancito dal protocollo
d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e Opera Nomadi e di cui
le Direzioni scolastiche regionali lamentano la mancanza di
sostegno economico”.
Tra le priorita’ anche la casa, perche’ ”i Rom non
desiderano alloggi collettivi e disprezzano i campi, per questo
urge una politica di affitti agevolati e di piccoli villaggi
autocostruiti come quello di Latina nel Lazio”. Infine, la
comunita’ Rom romena in Italia chiede l’abolizione della legge
sull’immigrazione Bossi-Fini, ”per accordare la futura politica
d’accoglienza dell’Ue e per riconoscere cittadinanza italiana ai
figli dei Rom nati nel nostro Paese”.
L’Opera Nomadi, a nome della comunita’ Rom italiana, auspica
quindi un’audizione in Commissione Affari sociali alla presenza
del ministro Ferrero, in modo da poter aprire un tavolo di
confronto ”prima che sia troppo tardi visto che ogni mese mille
nomadi fanno ingresso in Italia e che spesso le loro condizioni
di vita sono drammatiche”.
Un appello all’opinione pubblica, infine, contro gli
stereotipi legati al mondo dei nomadi spesso alimentati da
”cattiva informazione” e’ stato fatto da Massimo Converso, che
ha citato il caso della recente trasmissione di Anna La Rosa
‘Alice’ sul tema della pedofilia. Secondo Converso, e’, infatti,
assolutamente sbagliato e ingiustificato associare la pedofilia
al mondo Rom. (ANSA).