07.09.08

Venezia: Comitato per l’ordine e la sicurezza: passa la linea degli sgomberi

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Comitato per l’ordine e la sicurezza a Ca’ Corner. Il 12 settembre un nuovo vertice con le forze di polizia per coordinare gli interventi

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VENEZIA: VILLAGGIO SINTI, COMUNE PUNTA AD APERTURA PER SETTEMBRE 2009

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Venezia, 13 ago. – Entro settembre del prossimo anno i Sinti potranno trasferirsi nel villaggio che il Comune di Venezia sta allestendo per loro a Favaro Veneto (Venezia). In via Vallenari i lavori procedono a ritmo sostenuto anche nella settimana di Ferragosto: le proteste delle settimane scorse sembrano un ricordo lontano e al posto dei manifestanti adesso c’e’ un viavai di operai. A verificare l’andamento delle operazioni l’assessore comunale ai Lavori pubblici Laura Fincato.

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23.07.08

Venezia: vittoria dei Sinti

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il villaggio si fa Sbloccati dal sindaco i fondi promessi. A primavera via dalle roulotte

 di Elisa Cozzarini

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14.06.08

IMMIGRATI: CACCIARI, MODIFICHE SU CAMPO SINTI, BASTA PROTESTE

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  Venezia

(AGI) – Venezia, 13 giu. – Nuova riunione in prefettura, oggi, per la vicenda del villaggio Sinti progettato dal Comune di Venezia e osteggiato dalla popolazione. Alla riunione hanno partecipato gli esponenti del comitato, il sindaco Massimo Cacciari con alcuni assessori e rappresentanti delle municipalita’.
  "La riunione – ha detto Cacciari sottolinenando il clima sereno e costruttivo – si e’ svolta in un clima di reciproca comprensione. L’amministrazione comunale ha presentato agli esponenti del comitato l’ultima versione del progetto per la realizzazione del villaggio, che apporta notevoli migliorie al precedente, rispondendo a numerosi dubbi e obiezioni; inoltre e’ stata presentata la delibera che incardina in via definitiva il progetto. Il comitato ha preso atto di questa nuova documentazione, riservandosi una risposta definitiva entro i primi giorni della prossima settimana. Si e’ deciso di soprassedere all’inizio dei lavori fino al prossimo incontro, nella speranza di poter poi veramente proseguire nei lavori, in accordo tra tutte le parti".
  Il villaggio di Via Vallenari ha sollevato una vera e propria rivolta del vicinato, protesta guidata dalla Lega Nord che accusa il Comune di sprecare soldi pubblici (2 milioni e 800 mila euro) per realizzare un campo nomadi che nessuno vuole.
  Cacciari ha sempre sottolineato il fatto che il progetto e’ di vecchia data ed e’ stato regolarmente approvato in tutte le sedi. Il sindaco, nei giorni scorsi, ha interrotto i lavori per arrivare a un accordo con il comitato, pur assicurando che il cantiere presto riaprira’. (AGI)

01.07.06

Venezia. I suonatori di strada. Rom rumeni

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da Il Gazzettino del 22 Giugno 2006

FENOMENI VENEZIANI

Un affare da 500mila euro l’anno, forse più, considerando il pieno di turisti nelle stagioni propizia. I musicanti che si alternano presso i plateatici veneziani sono formati da una decina di gruppi, che dividono la loro attività rispettando, nella loro divisione per zone, i sestieri: ci sono quelli che lavorano a Rialto (4 gruppi) e si fermano giusto a San Polo, altri 3 che occupano Dorsoduro fra Zattere e campo Santa Margherita, altri ancora impegnati a Cannaregio. In gran parte sono zingari provenienti dalla Romania, che a Venezia si sono inventati un mestiere: suonare per i clienti dei bar, dei ristoranti, delle trattorie. Il loro territorio è tutto ciò che fa plateatico, cosa non difficile vista l’abbondanza di questo suolo pubblico “privatizzato”.Il litigio dell’altro pomeriggio in Erbaria, a Rialto, fra due gruppi di suonatori, rappresenta un fatto probabilmente episodico, ma chiarificatore sulla divisione territoriale ed economica che i musici si sono dati. Chiacchierando con chi li conosce, sembra infatti non esistere alcun “grande vecchio” a cui rispondere: le zone sono naturalmente divise rispettando chi ci è arrivato prima ed approfittando dei “buchi” lasciati vuoti e dei nuovi luoghi “barizzati”. Le formazioni vanno dai 3 elementi, solitamente violino, chitarra e fisarmonica, al “one man show”, il bohemienne che con chitarra o fisarmonica intrattiene i clienti fidando nel loro buon cuore. Proprio uno di essi, tal Juan, è stato aggredito due giorni fa da due suoi colleghi e concorrenti, i quali lo hanno accusato non solo di invadere la loro “piazza” ma di dover in giro anche del denaro. Ora la chitarra di Juan è sfasciata, ma dovrebbe riuscire a comprarne un’altra celermente. A conti fatti, ogni formazione, dal pomeriggio a notte fonda, suona per circa 50 volte, ripetendo le esibizioni negli stessi plateatici o girando a ripetizione per i tavolini del rione. Ad ogni esibizione, il ricavato è di circa 10 euro, solitamente in monetine (cifra confermata dai bar dove vanno a cambiare gli spiccioli); non raro il caso di qualche turista benefico che allunga banconote da 10 o da 20 euro, magari per far bella figura con la fidanzata o con gli amici di rango. Pertanto, si può tranquillamente conteggiare, per ogni formazione da due e da tre elementi, un ricavo serale pari ad un minimo di 500 euro. Moltiplichiamolo per un mese e poi per un anno fino ad affermare che il mestiere è ben retribuito ed esentasse. «Però non sono bravi – dicono i gestori a Rialto – piuttosto musicisti raffazzonati, lontanissimi parenti dai tzigani di un tempo. Le loro musiche sono spagnoleggianti e ripetitive, niente canzoni italiane». Ci sono bar che li accolgono, altri che li tollerano, altri ancora li rifiutano con cortesia ma con fermezza. Ieri hanno suonato poco, perché la rissa ha destato qualche apprensione tra i gestori. Un po’ d’acqua sotto i ponti e tutti sono sicuri che i musicisti torneranno ed in forze.
Tullio Cardona

Commento
E’ sicuramente un fenomeno veneziano questo Tullio Cardona che è riuscito a calcolare il budget dei suonatori di strada. Come mai i bar li accolgono se non sono bravi? sono buoni i gestori? Non potrebbe essere un’occasione per sviluppare un progetto di lavoro come si sta facendo a Roma? invece di trovare, anche qui, qualcosa che non va perchè sono zingari